Rai, Casini rilancia: Governo nomini tutti i consiglieri

La partita aperta della Rai, con le nomine ai vertici che hanno destabilizzato antichi equilibri, continua a tenere banco. Ieri il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha incontrato l’ex direttore generale Lorenza Lei. Un faccia a faccia ufficialmente convocato per parlare dell’azienda, ma che – secondo i più maliziosi – si sarebbe risolto in una sorta di trattativa riparatrice per la dirigente “epurata” alla ricerca di nuovi incarichi. Intanto sul fronte della politica, a far discutere è la proposta di Pier Ferdinando Casini, che prova a “raddoppiare” sul Pd invitando il governo a nominare l’intero Cda di viale Mazzini. Un’idea che non piace affatto ai pidiellini.

La proposta del centrista – “L’Udc è pronto a rinunciare ad esprimere candidature se sarà il governo ad indicare direttamente anche i 7 consiglieri“. Così il numero uno dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, è intervenuto ieri a gamba tesa sulla strategica partita relativa alle nuove nomine Rai. “Non mi sfugge il valore simbolico della decisione del segretario Pd Bersani di non partecipare alla designazione dei consiglieri di amministrazione della Rai – ha continuato su facebook il centrista – Tuttavia, in presenza di nomine e indicazioni di alto profilo individuate dal governo, mi sembra necessario che questa decisione unilaterale del Pd non porti alla conseguenza di un Cda a senso unico“.

Al riparo dalla politica – “Non mi sembrerebbe un gran risultato per nessuno – ha osservato Casini – Mi auguro che i partiti che sostengono l’esecutivo Monti vogliano riflettere su una proposta che è tesa unicamente a mettere al riparo la Rai dalle solite polemiche politiche“. Un invito (sincero?) a dire addio alla solita “lottizzazione”, che è stato accolto con scarsissimo entusiasmo dal Pdl. “Ma di che si parla? – ha tagliato corto il capo dei senatori, Maurizio Gasparri – Del governo che indica tutti i consiglieri della Rai, violando leggi e sentenze della Corte costituzionale? Questa è demagogia totale. A Monti consiglierei prudenza, non invadenza”.  

No al commissariamento – Un po’ più “composta” (ma altrettanto risoluta) la reazione di Fabrizio Cicchitto: “Non si possono mettere sotto i piedi leggi e regole – ha fatto notare il capogruppo del Pdl alla Camera – La Rai non può essere trasferita con un colpo di bacchetta magica nella totale dipendenza di un governo. Deve restare nell’ambito del Parlamento, non si può arrivare al commissariamento totale”.

Maria Saporito