Corruzione, il governo ottiene la fiducia. Ma infuriano le polemiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:06

Il voto della Camera – Il governo ha ottenuto già due delle fiducie che ha richiesto sul ddl anticorruzione. Ma, mentre in aula sono ancora in corso le votazioni, infuriano le polemiche sul contenuto del provvedimento.
Fino ad ora sono state votate due parti, quella relativa alla concussione e all’eleggibilità dei condannati, successivamente, entro sera, sarà il turno dell’art. 14 del ddl. A favore hanno votato Pd, Pdl e Udc, contrari Lega e Idv, Fli si è astenuto.

L’ineleggibilità dei condannati – L’articolo 10 del ddl prevede che “il governo è delegato ad adottare, entro un anno, un decreto legislativo recante un testo unico della normativa in materia di incandidabilità alla carica di membro del Parlamento Europeo, di deputato e di senatore della Repubblica”.
Non solo, dovrà verificare anche i candidati alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali. Ma ciò riguarda solo coloro che hanno condanne definitive, cioè passate in giudicato. Ciò per, varrà solo dal 2018 e non per le prossime elezioni politiche del 2013.

La concussione – L’articolo 13 del ddl è incentrato sulla concussione, e prevede una novità, come il reato di traffico di influenze, ovvero “chi si avvale di relazioni con pubblici ufficiali o con incaricati di pubblico servizio e indebitamente fa dare o promettere, a sè o altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita, o per remunerare il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni”.
Non solo, ma prevede anche la norma sulla concussione per induzione che prevede che vengano puniti sia il pubblico ufficiale e l’incaricato di pubblico servizio, sia il privato che dà o promette utilità.

L’attacco di Di Pietro – La nuova norma sulla concussione non piace affatto all’ex magistrato, che attacca il ministro Severino: “Le fattispecie di reato che permettevano di combattere la corruzione c’erano. Con l’art. 13 lei propone una cosa molto semplice: partendo dal titolo, ‘combattere la corruzione’, si arriva alla proposta, che è l’eliminazione del reato di concussione per induzione. Avete trasformato, per legge, la concussione per induzione in corruzione per induzione. Invece, voi dovevate lasciare la possibilità che il magistrato guardasse, di volta in volta, come stanno i fatti per poter decidere che i due stavano in un regime di parità e, come tale rispondevano tutti e due, o uno era in una soggezione psicologica senza minacce e senza violenza“.