Ddl corruzione, Di Pietro-Fini: siparietto in Aula

Il ddl anti-corruzione approvato oggi alla Camera non piace affatto ad Antonio Di Pietro. Nel suo intervento in Aula, il leader dell’Idv ha parlato di testo “pilatesco” e ingannevole ricorrendo a toni spiccatamente accusatori. Da qui la reazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha invitato l’ex togato ad avere rispetto dell’Assemblea.

Di Pietro furioso – “Voi state facendo una legge pro-corruzione,  fatta di tante belle parole in cui sono solo 5 le norme di sostanza, il resto è sesso degli angeli”. A esprimere il lapidario giudizio sul ddl targato Paola Severino, che ha oggi incassato il via libera dei deputati, è stato Antonio Di Pietro. L’ex togato ha fatto esplicito riferimento all’articolo 10 del provvedimento (quello relativo all’incandidabilità dei condannati) confermando la sua contrarietà a quanto stabilito dal governo: “Avete fatto una norma pilatescaha detto rivolgendosi al ministro della Giustizia – Avete incaricato il governo. Ma perché, non potevamo farla noi in quest’Aula?”.

Botta e risposta con Fini – Non basta: “Avete fatto un provvedimento che è solo uno specchietto per le allodoleha rincarato il numero uno dell’Idv – Ma tanto qui non frega niente a nessuno. Visto che qui tutti alzano la mano a comando”. Un’intemperanza, quella di Di Pietro, tempestivamente ripresa dal presidente della Camera, Gianfranco Fini“Onorevole Di Pietro – è intervenuto – sia rispettoso dei colleghi. Ognuno vota secondo coscienza“. “Magari”, è stata l’immediata replica dell’ex magistrato, che ha incassato gli applausi convinti dei suoi.

Maria Saporito