Sviluppo, il Cdm approva il decreto per rilanciare l’economia

Il decreto – Il governo oggi in Consiglio dei Ministri, ha approvato il “decreto sviluppo”, con l’obiettivo di far crescere l’economia nel nostro paese. Lo stesso premier, Mario Monti, ha definito il provvedimento “corposo e organico”, ma soprattutto come indispensabile per “favorire la crescita e limitare il peso dello Stato”.
Il  Ministro Passera, spiegando il provvedimento, aveva anticipato: “Tra risorse sbloccate e investimenti mobiliteremo ottanta miliardi di euro. E nei prossimi mesi, ne saranno resi disponibili altri venti”.
Tra le risorse che saranno spese e investite la portata del decreto arriverà intorno ai 70/80 miliardi di euro.
“In particolare la capacita di portare risorse ammonta a 40-45 miliardi, mentre la mobilitazione degli investimenti è di 30-35 mld. Molte le novità introdotte: arrivano le srl semplificate anche per gli over 35. Così come c’è per le persone sotto i 35 anni, ci sarà per tutti, compresi coloro che sono sopra i 35 anni”, ha spiegato ancora Passera.

Il contenuto del decreto – Il primo punto toccato dal decreto è quello sul piano casa e il rilancio dell’edilizia, come ha spiegato Passera: “C’è un capitolo sulla casa, sia per le famiglie che per le imprese che attendono il riavvio di medi cantieri e tutto ciò che vi è legato. Ci sarà la possibilità di dedurre il 50% delle spese sino a 96 mila euro“. Deduzione che varranno per i prossimi 12 mesi.
Previsti poi tagli al ministero dell’Economia che riguarderanno per il 20% i dirigenti e del 10% tutto il restante personale. Tagli anche a Palazzo Chigi, con le stesse percentuali.
Il decreto prevede poi lo stop a 43 leggi di incentivazione, che consentiranno di risparmiare circa 2 miliardi di euro, che verranno dirottati ad un fondo per la crescita. La novità è costituita dalla nascita dell’agenzia per l’Italia digitale, con la soppressione di DigitPA e dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione.
Passa dal 36% al 50% la quota di detrazione Irpef per le ristrutturazioni, fino al 30 giugno 2013.
Tagliato l’Imu, fino a tre anni, per gli immobili delle imprese edili destinati alla vendita. Instaurata una “cabina di regia per un piano nazionale per le città, dedicato alla riqualificazione delle aree urbane”.

Matteo Oliviero