Roma, rivelazioni choc di Cicinho: nella Capitale bevevo e fumavo molto


Roma, Cicinho – “Bevevo molto, fumavo e non ho preso la droga solo perché sapevo che c’erano i controlli anti-doping, altrimenti l’avrei fatto”. Sono queste le rivelazioni choc di Cicinho, terzino brasiliano in scadenza di contratto con la Roma (dal 30 giugno sarà svincolato). La confessione è arrivata nel corso della trasmissione televisiva Esporte Fantastico: “Andavo a Trigoria, mi allenavo ma sapevo che la domenica non avrei giocato. E allora quando arrivavo a casa bevevo molto e fumavo. Bevevo da solo o insieme a falsi amici. A casa avevo casse di birra e altri tipi di alcool. Mi piaceva andare in discoteca, bevevo e non riuscivo a fermarmi”.

La caduta e la risalita – Cicinho è arrivato a Roma nell’estate 2007. All’epoca era considerato uno dei migliori terzini al mondo, tanto che il club giallorosso lo pagò 9 milioni di euro. Nella Capitale, cade nel tunnel dei vizi e non riesce più a esprimersi ad alti livelli: “L’alcool è la peggior droga che esiste al mondo. Ho pensato di lasciare il calcio, stavo a pezzi. Quando la Roma mi ha dato in prestito al San Paolo (febbraio 2010, ndr) volevo lasciare tutto ed ho mancato di rispetto anche al Club che mi ha fatto conoscere al mondo del calcio”. Poi è arrivata la risalita dagli inferi, grazie a un angelo: Marry de Andrade, una ragazza brasiliana che Cicinho ha sposato ad aprile di quest’anno e che lo ha portato a frequentare la Chiesa Evangelica, ma soprattutto a tenere uno stile di vita regolare. Ora Cicinho vuole continuare a giocare: “Non so se in Brasile o ancora in Europa. Il mio agente sta valutando. Andremo comunque dove io e mia moglie vorremmo continuare”.

Miro Santoro