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Vivisezione: da che parte sta il Medioevo?

Ieri migliaia di animalisti hanno invaso Roma, sfilando in corteo da Piazza della Repubblica e Piazza San Giovanni, urlando tutto il loro sdegno contro Green Hill e contro la sperimentazione scientifica su animali e la vivisezione. Una pratica quest’ultima definita dai manifestanti (anche) medievale. Questo perchè, il Medioevo è spesso chiamato in causa quando si vuole identificare qualcosa di negativo, vecchio, superato e anche un po’ barbaro. Per gli animalisti in protesta , che associano le torture praticate in quel periodo a quelle inflitte agli animali attraverso la vivisezione i “medievali” sono i sostenitori delle suddette pratiche, oltre che quelli che le impiegano direttamente, perchè ormai “esistono tecniche alternative”.

Tali sostenitori si difendono e contrattaccano, spiegando che la sperimentazione scientifica non è la vivisezione.  Sul caso Green Hill ad esempio,  l’obiezione riguarda la stessa attività della struttura, che non viviseziona e che non vende i beagle che alleva ai vivisettori, bensì a chi pratica esperimenti scientifici di natura medica, per il bene (ritenuto) superiore dell’umanità. La questione è (anche se non solo) molto filosofica.  Chi è contro l’utilizzo di animali nella ricerca medica (vivisezione o no, in questo caso cambia poco o nulla), sostiene che il bene della vita è, o meglio deve essere, uguale per tutti, che quello dell’uomo non è più importante di quello di un qualsiasi animale e che quindi quest’ultimo non possa assolutamente essere utilizzato come “materiale”  per testare sostanza, farmaci e principi attivi, destinati ad un impiego umano. E’ solo una delle motivazioni addotte dai cosiddetti anti-vivisezionisti, ma è forse quella più importante, il concetto principe per così dire, quello che racchiude tutti gli altri.

Come detto, lo scontro è molto filosofico e lo è così tanto da arrivare addirittura ad una disputa su un preciso termine, “Medioevo” appunto e su quale sia la fazione a cui tale termine (inteso in senso negativo e non quindi prettamente storico)vada attribuito. La deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni infatti, in occasione dell’ultima manifestazione anti Green Hill di ieri,  ha rispedito “le accuse” al mittente : “Ricordo a quanti, più o meno in buona fede si battono contro la sperimentazione animale – ha scritto sul suo blog la presidente onoraria dell’associazione Luca Coscioni che promuove la libertà di ricerca scientifica – gabellandola per vivisezione, che l’alternativa è la rinuncia pura e semplice alla ricerca scientifica, l’ulteriore conseguente ‘esilio’ di scienziati e ricercatori, la fuga di sapere”. Per la Coscioni insomma, non esiste un metodo sostitutivo alla sperimentazione scientifica effettuata su animali e chi sostiene il contrario e manifesta contro di essa, dovrebbe almeno avere  “l’onesta’ di riconoscere che si batte per un medioevo fatto di ignoranza e oscurantismo, caratteristica di ogni inquisizione”. Se da una parte è il metodo di ricerca e chi lo pratica/sostiene ad essere bollato come medievale, dall’altra è l’esatto contrario a dominare la scena, vale a dire medievale è chi non accetta quel metodo, definito medievale proprio da chi non lo accetta. Due feudi di pensiero, piuttosto chiusi verso l’esterno ed ognuno con le sue valide ragioni, forse destinate a non incontrarsi mai.

A.S.