Attentato di Brindisi: nuovo interrogatorio per Vantaggiato

Ad un mese dall’attentato di Brindisi: la situazione dei feriti – È passato circa un mese dalla strage di Brindisi. Era il 19 maggio scorso quando, all’incirca alle 7,42 di sabato mattina, un boato si è sollevato nei pressi della scuola media superiore Morvillo-Falcone di Brindisi, portandosi via con sé la vita della piccola Melissa Bassi, 16enne mesagnese, e lacerando la vita ad altre cinque studentesse, coetanee di Melissa. Tra queste, Veronica, la più grave tra e cinque, si trova all’ospedale Cisanello di Pisa, dove è stata sottoposta a tre duri interventi di trapianto di pelle, resi necessari dalle gravi ustioni riportate dopo l’esplosione. La sorella di Veronica, Vanessa, e la sua amica, Selene, invece, sono già state dimesse e sono tornate a casa nei giorni scorsi: le loro condizioni non erano gravi, come si pensava in un primo momento; mentre Azzurra e Sabrina, le altre due ragazze che sono state travolte dalla furia impetuosa dello scoppio dell’ordigno, sono ancora ricoverate nel reparto di Chirurgia Plastica del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale di Brindisi.

L’avvocato in difesa di Vantaggiato – “Giovanni Vantaggiato risponderà alle domande dei magistrati e dirà tutta la verità”, ha dichiarato Franco Orlando, il difensore di Vantaggiato, il 68enne di Copertino, fautore dell’attentato di Brindisi, poco prima di entrare nel carcere di Lecce dove questa mattina ha avuto luogo un nuovo interrogatorio dell’uomo. Il Vanni, così come viene chiamato amichevolmente, è in carcere dal 7 giugno scorso con l’accusa di strage in concorso, aggravata dalla finalità terroristica, ha risposto alle domande dei magistrati inquirenti, i pm della Dda Milto De Nozza e Guglielmo Cataldi.

Nuovo interrogatorio per Vantaggiato – “La mia voleva essere una protesta dopo che sono stato vittime di truffe, senza alcuna tutela”. Queste le parole che Giovanni Vantaggiato continua a ripetere agli inquirenti che indagano sul fatto. Dunque, vendetta personale, questo sarebbe il movente che l’ha mosso dal commettere la strage in cui ha perso la vita Melissa Bassi. Nei suoi colloqui però, Vantaggiato non ha mai fatto il nome di Cosimo Parato, imprenditore di Torre Santa Susanna, colpevole di aver emesso assegni scoperti a fronte di un credito di 342 mila euro ai danni della ditta Marchello Carburanti, di proprietà, appunto, di Giovanni Vantaggiato. L’imprenditore Cosimo Parato è stato condannato dal Tribunale alla pena di due anni e due mesi, ma la vittima della sua truffa non ha percepito alcun risarcimento, e i soldi quindi al Vanni non sono mai arrivati. Intanto sembra che Vantaggiato stia preparando un memoriale in cui dovrebbe fornire indicazioni precise sul movente dell’attentato, cercando di apportare dettagli alla sua ricostruzione dei fatti, sgombrando il campo dall’esistenza di possibili complici e giustificando le altre tre bombole trovate a qualche giorno dalla strage di Brindisi che possono essere ricollegate alla sua persona e che farebbero pensare ad un nuovo attentato.

Maria Rosa Tamborrino