Addio al Piacenza Calcio: dopo 93 anni svaniscono i biancorossi

Fallito il Piacenza – Quando diciamo Piacenza Calcio ci riferiamo a una società capace di fornire campioni al calcio italiano che hanno saputo fare la storia di questo sport, che ogni giorno emoziona, fa ridere, soffrire, gioire, urlare di dolore e di piacere, piangere. Ieri sera in campo con l’Italia c’era un giocatore cresciuto nel Piacenza, Andrea Barzagli, e in passato c’era stato Filippo Inzaghi, così come anche Alberto Gilardino. Con loro anche Pietro Vierchowood e Claudio Gentile, o anche Massimo Taibi, si erano lanciati nella squadra lombarda. Tutti ricorderanno quei giorni sotto lo stemma dei lupi biancorossi, che da oggi, ufficialmente, non esistono più.

Asta deserta – Dopo la seconda retrocessione consecutiva, che in due stagioni aveva portato il Piacenza dalla Serie B alla Seconda Divisione, si è palesato il più brutto finale di questa storia: i curatori fallimentari Franco Spezia e Germano Montanari hanno confermato che, depositando i registri in tribunale, il Piacenza Calcio non esiste più. Deserta l’asta giudiziaria che partiva da una base di 50.000 euro, una cifra incredibilmente bassa per una società sportiva di tale blasone. Il debito sportivo era di appena 500.000 euro, ma nessuno ha avuto il coraggio, la voglia, la necessità di far rinascere il Piacenza. Otto campionati di Serie A e dodici di Serie B per la famiglia Garilli, che ora lascia, lascia una gloriosa società che sparisce dal nostro calcio. Martedì si riunirà un comitato, il Salva Piace, che vuole far ripartire la squadra, probabilmente dal calcio dilettantistico, con un altro nome, un altro stemma, un altro tutto.

Mario Petillo