Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Lusi scrive ai senatori: Non mandatemi in prigione

Lusi scrive ai senatori: Non mandatemi in prigione

L’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, ha deciso di tentare il tutto per tutto. Alla vigilia della delicatissima seduta al Senato in cui verrà deciso se autorizzare o meno la richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Roma nei suoi confronti, l’ex senatore Pd ha preso carta e penna per scrivere ai colleghi. Una lettera accorata per spiegare le sue ragioni e per denunciare la “sproporzione” di un atto considerato meramente discriminatorio.

C’è posta in Senato – Le caselle di posta dei senatori sono state invase questa mattina da un plico inviato da Luigi Lusi. L’ex tesoriere – accusato di aver sottratto milioni di euro alla Margherita – ha recapitato ai parlamentari un faldone di circa 500 pagine recanti le sue memorie difensive e una missiva nella quale ha sostanzialmente chiesto ai colleghi di non autorizzare il suo arresto. Una captatio benevolentiae in extremis, tentata alla vigilia del voto decisivo a Palazzo Madama.

Un arresto ingiustificabile – “Ritengo doveroso consegnare nelle vostre mani l’intera documentazione a suo tempo da me depositata presso l’ufficio di segreteria della Giunta delle immunità – si legge nella lettera inviata da Lusi – Potrete così constatare l’insussistenza di qualsiasi fondamento giustificativo dell’esigenza cautelare nei miei confronti (come peraltro nei confronti di mia moglie). Al tempo stesso in questo specifico caso – ha aggiunto l’ex democratico – potrete altresì verificare come soltanto lo status di parlamentare, soprattutto per il clamore mediatico legato alle vicende del procedimento penale che mi riguarda, costituisca l’unica possibile motivazione alla base di una ingiustificabile misura restrittiva, adottata peraltro nella forma più gravosa”.

Vittima del pregiudizio – “La vicenda assume un inequivocabile significato discriminatorioha rincarato l’ex tesoriere della Margherita – in quanto emblematico di un un pregiudizio, probabilmente inconsapevole ma reale, che finisce per negare persino l’oggettiva forza probatoria di fatti e situazioni incompatibili con la richiesta di custodia cautelare in carcere”. “Nel rimettermi alla vostra decisione, accettandone fin d’ora tutte le conseguenze – si legge nella chiusa dell’accorata lettera firmata Lugi Lusi – porgo a tutti voi i miei migliori auguri per il duro lavoro che attende questo ramo del Parlamento nella difficile situazione in cui versa il paese”.

Maria Saporito