Riforma del lavoro, Fornero: Mercato sarà inclusivo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:11

Ieri a Milano il Ministro del Welfare Elsa Fornero ha illustrato tutti i punti della nuova riforma del lavoro, che Mario Monti si augura di portare a casa prima del 28-29 giugno (quando si terrà il consiglio europeo).  Durante un incontro organizzato dall’Associazione Democratici per Milano, il Ministro, ha spiegato punto per punto cosa cambierà. Sottolineando la necessità di fare una riforma come quella in programma in un momento di recessione, la Fornero ha precisato che i problemi più gravi derivano da “un’economia che da almeno 15 anni cresce meno delle altre europee, senza parlare di quelle emergenti – e che per contrastare questo sistema c’è bisogno di costruire un mercato del lavoro il più possibile inclusivo e dinamico”.

Ma come sarà questo nuovo mercato del lavoro? Almeno nelle intenzioni del Governo,  ci dovranno essere “diversi segmenti capaci di dialogare tra loro (molto di più di quanto non facciano ora, Nda)” in modo da riuscire ad includere anche i settori di lavoratori che adesso risultano più emarginati. La dinamicità invece, dovrebbe riuscire a “ridurre i tempi di transizione tra scuola e lavoro e tra non occupazione occupazione”. Sul come fare, il primo pensiero del ministro è andato a Marco Biagi, spiegando che l’intuizione del giurista era giusta e che “non può essere considerato responsabile se l’uso della sua riforma non è stato corrispondente a quel che pensava – e se – la flessibilità in molti casi si è trasformata in precarietà”.

Il nuovo mercato del lavoro tenderà quindi ad includere, anche attraverso una riforma degli ammortizzatori sociali, settori fino ad ora svantaggiati, giovani, donne, ma anche lavoratori maturi. L’obiettivo è quello di una “maggiore stabilizzazione del mercato del lavoro”. La Fornero ha poi fatto una distinzione tra “contratto a tempo indeterminato”, per il quale andrebbero “ridotti i costi”, ha spiegato Marco Leonardi, docente di economia politica alla Statale di Milano,  e “l’ingessatura”, una sorta di blocco della circolazione del capitale umano, comnque attualmente  piuttosto “mortificato”. Una riforma quella del mercato del lavoro che ha definito  come un “buon equilibrio” e che sarà supportata da un “costante monitoraggio ed un’implementazione delle norme” . I risultati attesi? Rapporti di lavoro più stabili e riduzione del tasso di disoccupazione a tutti i livelli, ora decisamente “troppo alto”.

Angelo Sanna

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