Grecia, pronto il nuovo governo.Oggi la nomina dei ministri

Unità nazionale – Dopo la vittoria alle elezioni del 16 giugno, il leader di Nuova Democrazia Antonis Samaras ha giurato ieri in qualità di Primo Ministro, dopo aver incassato il sostegno dei partiti di sinistra che garantiranno al numero uno dei conservatori i numeri necessari a formare il nuovo governo.
Oltre a membri dell’area conservatrice, dunque, faranno parte dell’esecutivo anche rappresentanti del Pasok, i socialisti guidati da Evangelos Venizelos, e alcuni esponenti di Dimar, il partito di sinistra moderata. L’invito ad entrare a far parte della coalizione che dovrà salvare il Paese era stato inviato anche a Syriza, che nel voto di domenica ha sfiorato il 17% delle preferenze, piazzandosi subito dietro a Nuova Democrazia, ma il leader Alexis Tsipras ha ringraziato e rispedito la proposta al mittente, dichiarando di voler rispettare il mandato affidatogli dagli elettori. I membri scelti dal nuovo premier presteranno giuramento nella giornata di oggi, ed è già partito il totonomine per il delicatissimo ruolo di Ministro delle Finanze, che quasi certamente verrà affidato a Vassilis Rapanos, attualmente a capo della Banca Nazionale di Grecia.

Rinegoziare – La linea che verrà seguita dal Governo è chiara, e i punti chiave sono già stati fissati: al primo posto ovviamente il ripianamento del debito, ma senza arrendersi all’estremo rigore imposto dall’Europa e da Berlino in particolare: “La Grecia ha un governo. Domani daremo questo messaggio all’Eurogruppo. E la Grecia condurrà una grande battaglia per ammorbidire la linea del rigore”, ha dichiarato oggi il leader socialista Venizelos; “a Bruxelles faremo una grande battaglia per la revisione e per elaborare un nuovo accordo quadro che permetta di assicurare il rilancio e di lottare al tempo stesso contro la disoccupazione, il grande problema del Paese”. Il debito di Atene ammonta a 130 miliardi di euro: a partire dal 28 giugno, quando inizierà il prossimo vertice Ue, avrà il via la lunga battaglia nella quale la Grecia si batterà per ottenere le agevolazioni che, in un primo tempo, i vertici dell’Unione Barroso e Van Rompuy sembravano destinati a concedere, ma che l’intervento della Merkel ha subito fatto allontanare dall’orizzonte del popolo greco.

Damiano Cristoforoni