L’anno del dragone: Iris propone un grande cult di Micheal Cimino

L’anno del dragone: e Micheal Cimino realizzò I cancelli del cielo, film costosissimo che non incontrò lo sperato successo di pubblico, per ritornare nel giro di Hollywood doveva rilanciare con un gran botto di botteghino: arriva dunque L’anno del dragone. Dietro la macchina da presa siede Cimino in cerca di riscatto, la sceneggiatura è affidata ad un altro mostro sacro quel’è Oliver Stone mentre il protagonista assoluto è un giovane Mickey Rourke prima del clamoroso successo di 9 settimane e ½.

Un film apprezzato in ritardo: la pellicola, ispirata all’omonimo romanzo di Robert Daley, narra i traffici di droga, le mafie, le lotte di potere e il razzismo che dominavano la “Grande Mela” negli Anni ’80 e, all’uscita nelle sale, venne tacciata di razzismo e sciovinismo. Mickey Rourke veste i panni di Stanley White, un Capitano della polizia reduce dal Vietnam. Inviato a Chinatown, l’uomo inizia la personale crociata contro la Triade e il suo giovane boss, Joey Tai (John Lone). Indimenticabile e di grande impatto, lo scontro finale tra i due protagonisti, nonostante gli oggettivi meriti di quest’opera cinematografica a Cimino la velenosa Hollywood non perdonò il fiasco economico de I cancelli del cielo, un flop talmente “pesante” da condurre al fallimento la storica United Artist. Giovedì sera vale la pena fare un tuffo negli anni Ottanta per godersi un bel film.