Lusi: Sono un capro espiatorio. E il Pdl non partecipa al voto

In aula del Senato è iniziato l’esame per la richiesta di arresto di Luigi Lusi, con le parole del presidente della Giunta delle autorizzazioni Marco Follini: “Senatore Lusi si dimetta, eviti a se stesso e al Parlamento un voto che somiglia a un’impropria ordalia”. Il centrodestra non si presenta in aula, banchi vuoti e la decisione di non votare l’arresto: “Non dobbiamo dare alcuna sponda alla sinistra, non ci devono essere strumentalizzazioni su questo voto”, sono le parole che hanno spiegato tale scelta del Pdl. Da parte del Pd è Anna Finocchiaro ad esprimersi sulla votazione e sui timori del centrosinistra: “Al Senato c’è un sistema di voto vecchio. Siamo oggettivamente in difficoltà anche perché sappiamo che esiste un tentativo di approfittare del voto segreto per dire che il Pd lavora nell’ombra per salvare il senatore Lusi ed è assolutamente falso”.

Lusi è intervenuto in aula del Senato, tornando anche ad attaccare i vertici della Margherita: “Non fatemi diventare un capro espiatorio” ha detto. “Ritengo di dovermi assumere per intero le mie responsabilità morali e politiche, di fronte a quest’assemblea e al Paese. Ma per quanto riguarda le responsabilità penali, come un normale cittadino voglio potermi difendere e chiedo di accedere alle garanzie del giusto processo senza inutili e devastanti forzature che possano appagare la crescente ondata dell’antipolitica, soddisfare chi evoca i forconi, trovare un colpevole per tutte le stagioni, per quella che è una vicenda complessa”. E ancora: “Resta singolare  che io venga accusato di reticenza se non parlo, o di calunnia se parlo. Qualcuno potrebbe pensare che mi si voglia chiudere la bocca”.

Irene Fini