Pdl nel caos tra primarie e liste civiche

Nel partito del Cavaliere la confusione è ormai totale: tra primarie e liste civiche, il Pdl sembra incamminarsi lungo un sentiero insidioso che potrebbe rivelarsi un cul de sac. L’eccesso di discussione tra le varie “anime” potrebbe presto risolversi in una rovinosa implosione e, di conseguenza, tradursi in un’ulteriore dispersione di voti a danno del partito. Tra chi saluta entusiasticamente le primarie e chi, invece, tradisce grande scetticismo, sul tavolo resta insoluta la questione più ingombrante: Berlusconi tornerà in campo?

Partito nel caos – Da una parte il segretario, Angelino Alfano, che un giorno sì e l’altro anche raduna i vertici del partito per perorare la causa delle primarie “vere e aperte”; dall’altra l’ex premier, Silvio Berlusconi, apparentemente impegnato a tesaurizzare l'”esempio” di Beppe Grillo aprendo ai codici dell'”alternativismo” politico. Nel mezzo un partito nel caos, perso tra mille distinguo e malferme conciliazioni, alla ricerca di sé e di un progetto univoco a cui aggrapparsi.

Il Cav apre agli sportivi – Secondo quanto riportato oggi dal Giornale, l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non avrebbe abbandonato affatto l’idea di lanciare una serie di liste civiche a sostegno del Pdl. L’ultima novità riguarderebbe una lista degli “sportivi”, orientata – nei progetti del Cavaliere – a riaccendere il tifo degli elettori delusi. Un’ipotesi tanto stravagante quanto plausibile, nel clima di estrema incertezza che contraddistingue il partito.

Cosa farà Berlusconi? – Ma il mistero più grande resta quello connesso al ruolo che Berlusconi dovrebbe svolgere nel Pdl di domani. Nonostante le dichiarazioni pubbliche – nelle quali il Cavaliere ha sempre sostenuto di voler riservare per sé un posto da “allenatore” – non è escluso, infatti, che l’ex premier torni indietro sui suoi passi e decida alla fine di rindossare la maglia dell’attaccante. Un’ipotesi che, se dai supporter più convinti, viene salutata con favore, in altri suscita, invece, grande apprensione.

Tanti nomi, nessuna certezza – E a destabilizzare è anche il nodo sulle primarie sponsorizzate dal segretario Angelino Alfano. La rosa dei candidati si arricchisce ogni giorno di nomi nuovi. Oltre all’ex Guardasigilli, a rompere gli indugi è stato finora solo l’ex forzista Giancarlo Galan, mentre Daniela Santanchè, Vittorio Feltri e Vittorio Sgarbi hanno preferito, per il momento, mantenere l’alone di mistero intorno alla loro probabile partecipazione. Non solo: ad arricchire il parterre degli aspiranti leader di centrodestra potrebbe esserci anche l’ex ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, indicata da Ignazio La Russa come il “volto nuovo” della destra italiana.

Una poltrona per due – Un’ipotesi che ha già spinto gli osservatori interni più acuti a sbilanciarsi in approfondite analisi: “Mettersi contro Alfano con una candidatura d’area per loro sarebbe disastroso ha affermato un pidiellino riferendosi all’ala ex An – E sarebbe rischioso anche per Alfano. La capacità di mobilitazione della militanza aennina è estremamente superiore a quella dei forzisti”. Da qui la possibilità di trasformare il match virtuale tra Alfano e la Meloni in un inedito ticket alla guida del partito. Una soluzione “democristiana” per appianare divergenze e accorciare distanze.

Maria Saporito