L’uomo che faceva i libri: la storia straordinaria dell’editore Giovanni Fabbri

L’uomo che faceva i libri: è stato presentato presso l’Associazione Humaniter di Milano “L’uomo che faceva i libri” interessante volume che racconta l’incredibile avventura dell’editore Giovanni Fabbri a cura di Sergio Marchi edito da Bietti. Marchi racconta: “Ho deciso di fare il libro perché si parla sempre troppo poco della Fabbri Editori, nonostante sia un pezzo di storia d’Italia. Molte cose che si trovano poi sono inesatte e allora ho cercato di fare una sorta di versione ufficiale“. Versione ufficiale concessagli direttamente da Giovanni Fabbri in persona durante un pranzo meneghino, ad un solo patto; ovvero che non ne uscisse un’agiografia, bensì una cosa curiosa più che la solita biografia. Dopo aver letto il libro non si può che convenire.

Oggi più attuale che mai: Filtrata dalla memoria di Giovanni Fabbri si srotola una storia famigliare destinata ad intersecarsi con il costume, la cultura e l’educazione di un’Italia postbellica da ricostruire, da allietare ma, soprattutto da istruire al fine di permetterne la vera evoluzione. Giovanni Fabbri lascia nel cassetto la propria laurea in medicina e trascina in questa visionaria avventura editoriale i fratelli: Rino, il piccolo di casa e Dino, amatissimo, un vero fuoriclasse amante dell’arte e della bellezza nella sua accezione più ampia.  Fiuto per gli affari ma, soprattutto, un acume finissimo verso le brame della gente. Squisitamente nazional-popolare, senza tingersi di colore politico, risulta l’intuizione di far passare la cultura dalle edicole: svecchiandola, offrendola a tutti madida di un nuovo appeal, rivoluzionario e democratico mezzo di diffusione che scardinerà le certezze dei radical chic.
Prezioso in questo momento storico. Marchi è finito in un gioco di scatole cinesi per il quale se in origine furono i Fratelli Fabbri a fornire un involontario esempio di genio italico, oggi l’autore in esame ne raccoglie il testimone ricordando a tutti coloro che stanno affondando, senza colpe, sotto i colpi di una crisi che, come un Moloch spietato fagocita le aspirazioni di giovani freschi di laurea e appassionati di vita, che la via c’è. Basta leggere questo libro per prenderne atto, nessuna magia, pozione magica o aiutino dall’alto; la via c’è, bisogna lavorare tanto e bene, bisogna avere talento, cervello e costanza, la meraviglia di questo libro risiede nella capacità di dimostrare, mediante una storia straordinaria e piacevole, che la via c’è. Avere questa certezza non è cosa da poco.

Valeria Panzeri