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Moviola in campo, Biscardi: Ho vinto una battaglia di 30 anni

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La telenovela sportiva della moviola in campo nel calcio è  probabilmente tra le più lunghe mai esistite. E Aldo Biscardi è forse quello che lo sa meglio di tutti. Il conduttore del “Processo” sull’argomento è infatti il guerriero per eccellenza. Lui la battaglia per la moviola in campo l’ha iniziata quando la sua trasmissione andava ancora in onda su Rai 3, dove è nata. Vale a dire 32 anni addietro (anche se ne assunse la conduzione nel 1983). Dopo il clamoroso goal regolare annullato all’Ucraina (Marko Devic al 17°), nell’ultima partita con l’Inghilterra a sostenere la necessità della moviola in campo è stato niente meno che Joseph Blatter, presidente e potenza incontrastata della Fifa.

Una tale ammissione (“Dopo la partita di ieri la tecnologia sulla linea di porta non è più una possibilità ma una necessità“, Nda) deve aver mandato letteralmente in visibilio in conduttore del Processo, che a stretto giro di posta ha dichiarato: “Finalmente vedo riconosciuta una battaglia che porto avanti da trent’anni. Sono soddisfatto di questo primo passo che, almeno per i goal-non goal, aiuterà gli arbitri a sbagliare meno e darà più certezze alle partite”. l’International Board (un comitato di 8 membri interni alla Fifa che di fatto decide le regole del gioco del calcio e le loro modifiche),potrebbe prendere la decisione già il 2 luglio prossimo, al termine degli Europei. E ora da Biscardi ci si aspetta di sapere quale sarà la novità che verrà introdotta nel calcio tra una trentina d’anni.

A.S.

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