Pedofilia e Chiesa: lauti vitalizi per la laicizzazione dei preti pedofili

I vescovi non hanno l’obbligo di denunciare gli abusi dei preti sui minori – Solo pochi giorni fa la notizia proveniente dalla Cei (Conferenza Episcopale Italiana) in merito ai casi di pedofilia aveva scosso l’opinione pubblica: i vescovi non hanno l’obbligo di denunciare alle autorità competenti i casi di abusi di cui sono a conoscenza. La giustificazione data, abbastanza debole e alquanto ridicola, sottolineava come, per l’ordinamento italiano, il vescovo non è pubblico ufficiale né incaricato di pubblico servizio, quindi può tacere. La notizia, da subito, non appena fu pubblicata, aveva creato scalpore e scandalizzato persino alcuni tra le fila dei cattolici. Il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, aveva anche spiegato, tra le linee guida emanate dalla Cei, che il vescovo, laddove riconosca la fondatezza delle accuse da parte della vittima innocente, “può incoraggiare le vittime a rivolgersi alla magistratura”. Tuttavia, gli stessi vescovi, “sono esonerati dall’obbligo di deporre o di esibire documenti o prove in merito a quanto conosciuto o detenuto per ragione del proprio ministero”.

La pedofilia, piaga della Chiesa Cattolica – Il tema degli abusi sessuali è ritornato poi anche negli ultimi giorni per bocca di Papa Ratzinger che, nel videomessaggio trasmesso a Dublino come chiusura del Cinquantesimo Congresso Eucaristico Internazionale, ha dichiarato che “i sacerdoti e i religiosi che hanno compiuto abusi sessuali su minori hanno minato la credibilità del messaggio della Chiesa”. Parole forti e dure, quelle espresse a Dublino da Papa Benedetto XVI, che, purtroppo, non trovano, spesso, riscontro nella realtà: da un’indagine pubblicata dal New York Times risulta infatti che la Chiesa Cattolica negli Stati Uniti ha rilasciato una buonuscita da 20 mila dollari ed una pensiona a vita da 1.250 dollari al mese, oltre che la copertura dell’assicurazione sanitaria, fino al momento in cui non trovino un altro lavoro, ai preti accusati di pedofilia, per favorirne il loro ritorno alla vita privata.

Vitalizio per i preti pedofili – Le cifre parlano chiaro: in America sono stati pagati oltre 16 milioni di dollari per i processi che riguardavano religiosi accusati di violenza su minori, e sono già numerosi gli ex preti che hanno ricevuto somme esorbitanti per tornare alla loro vita laica, senza opporre troppa resistenza. Le cifre riguardanti i casi di pedofilia sono spaventosamente alte: si pensi che solo qui in Italia sono 135 i casi di pedofilia all’interno della Chiesa, e questi solo negli ultimi undici anni. Così negli Stati Uniti, paese vessato dalla piaga della pedofilia all’interno delle strutture religiose, si è pensato bene di accelerare il processo di ‘laicizzazione’ di tutti quei religiosi accusati di abusi, rilasciando loro dei veri e propri vitalizi. Ad aver autorizzato il pagamento di questi assegni per un ritorno alla vita laica dei preti pedofili, è stato il cardinale Timothy Dolan, che per sette anni, dal 2002 al 2009, ha ricoperto la carica di Arcivescovo di Milwaukee e che oggi è a capo della Conferenza Episcopale Statunitense.

Danno e beffa per le vittime di abusi – L’associazione delle vittime degli abusi sessuali in America, la Survivors Network of those Abused by Priests, venuta a conoscenza della beffa subita, oltre naturalmente al gravoso danno, hanno subito inviato una lettera all’attuale Arcivescovo di Milwaukee, in cui si legge: “In quale altra occupazione, soprattutto che opera con le famiglie, le scuole e i giovani, viene dato un bonus in denaro a un dipendente che abbia molestato e abusato sessualmente su dei bambini?”.

Maria Rosa Tamborrino