Prima notte in carcere per Lusi: Non ho ancora detto tutto

L’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, ha atteso il verdetto seduto nel suo scranno e – quando le luci si sono accese certificando il al suo arresto – non ha potuto fare altro che prenderne atto. Ai cronisti che lo hanno atteso fuori dall’Aula ha consegnato solo qualche breve dichiarazione, congedandosi con battute vagamente minatorie.

L’incubo di Lusi – “Sono una persona che sta vivendo un incubo. Con il voto palese si mandano in galera i senatori senza che abbiano ucciso nessuno”. Sono queste le parole che l’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, ha lasciato ieri in consegna ai giornalisti prima di raggiungere il carcere romano di Rebibbia“Ho notato che il senatore Bianco ha votato – ha aggiunto – Almeno Rutelli non ha votato, ha avuto la decenza di non votare“.

Altre cose da dire – “Non ho detto tutto, ci sono ancora approfondimenti da fare con i pubblici ministeri“, ha poi annunciato l’ex senatore, che si è lasciato andare a un’altra “amara” considerazione: “Se la Lega non avesse partecipato – ha detto – non ci sarebbe stato il numero legale”. A stringere la mano dell’ex democratico ieri in Aula sono stati davvero pochi; i più hanno preferito ignorare l’ex tesoriere accompagnando solo con lo sguardo la sua uscita dall’Aula di Palazzo Madama.

Chi ha votato no – A manifestargli solidarietà è stato Alberto Tedesco (il collega “graziato” dalla stessa Assemblea grazie al voto segreto), mentre sono stati in tutto 13 i senatori che hanno dimostrato di credere alla versione del “capro espiatorio” ventilata ieri da Lusi. Tra loro, alcuni nomi “eccellenti” del Pdl come Marcello Dell’Utri (inevitabilmente solidale), Piero Longo (legale di Silvio Berlusconi e garantista di ferro), il “miracolato” Sergio De Gregorio (sfuggito all’arresto poche settimane fa), Diana De Feo (moglie di Emilio Fede) e l’ex presidente del Senato, Marcello Pera.

Maria Saporito