Breivik chiede l’assoluzione: Ho agito per il mio paese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:07

Anders Breivik rivendica davanti alla corte di Oslo i suoi folli gesti. “Ho agito in nome del mio popolo, la mia religione, il mio Paese”. Con queste parole l’autore delle stragi di Utoya e Oslo, in cui sono morte 77 persone, chiede di essere assolto.  Fissato nel combattere “l’islamizzazione della Norvegia“,  Breivik rischia l’internamento a vita in un ospedale psichiatrico. Condizione che lo stesso responsabile del massacro ha definito “peggiore della morte”.  Le due perizie psichiatriche hanno dato risultati differenti, ma è un fatto che Breivik in ogni fase del processo si sia sempre dichiarato sano di mente. A dimostrarlo, ancora una volta, la rivendicazione di oggi. L’accusa ha però chiesto l’internamento.

La tesi dell’autore delle stragi del 22 luglio scorso coincide con quella del suo avvocato difensore, Geir Lippestad. Il legale ha infatti dichiarato in aula che il suo cliente è “sano di mente” e che è quindi soggetto a responsabilità penali. Ha inoltre aggiunto che “dichiararlo pazzo sarebbe una violazione dei suoi diritti” in quanto gli sarebbe impedito di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Quindi, ha concluso il legale, Breivik “va o assolto o condannato al carcere” , nel quale rischia di rimanere per 21 anni. La pena massima prevista dalla legislazione locale. Bisognerà attendere un paio di mesi per conoscere la decisione dei giudici. La sentenza della corte è infatti attesa per il 24 agosto prossimo.

A.S.

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