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Gay pride 2012: il corte arcobaleno arriva per le strade di Roma

Gay pride 2012, il corteo di Roma – Il corteo arcobaleno sbarcherà domani e sfilerà per le strade della città capitolina. L’orgoglio gay, lesbico, bisessuale e transessuale tornerà a Roma sotto lo slogan ‘Vogliamo tutto’, mentre sul sito della manifestazione si leggono le richieste fatte dai manifestanti: “Vogliamo il riconoscimento della parità, dignità e libertà di vivere e amare senza ingerenze religiose, moralistiche e ideologiche. Nel pride sta la forza di una comunità che si trova unita nell’orgoglio per quello che si è, nella rivendicazione di una piena uguaglianza, nella gioiosa visibilità individuale e collettiva, nell’allegria di un giorno di festa e condivisione”.

In tanti per manifestare l’orgoglio omosessuale: il percorso del corteo – Il corteo, che conterà all’incirca una ventina di carri, avrà come madrina Lucia Ocone, attrice e imitatrice italiana, da sempre al fianco delle rivendicazioni del mondo omosessuale. La manifestazione partirà alle ore 16 da piazza della Repubblica, percorrendo le principali vie della Capitale: piazza dei Cinquecento, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori imperiali, piazza del Colosseo, via Celio Vibenna, via di San Gregorio e via dei Cerchi, fino a giungere a Bocca della verità.

Pontifex contro il gay pride: i terremoti sono la punizione divina ai gay – Bruno Volpe, direttore di Pontifex, il sito internet super cattolico, in un lungo editoriale ha condannato con fermezza il gay pride romano di domani. Il giornalista ha dichiarato che la manifestazione della carovana dei gay è una grave offesa nei confronti dei cattolici e una vera e propria profanazione della città capitolina, essendo Roma la culla del cattolicesimo, nonché sede del Successore di Pietro. Il giornalista di Pontifex , sempre nel suo editoriale, incita i cattolici alla preghiera: “Preghiamo per la conversione di questi fratelli nel vizio e nell’errore, abbiamo misericordia senza operare violenze, malvagità e discriminazioni. Ma siamo fermi nel dire di no, con ogni mezzo della legge e della ragione, a queste manifestazioni che deturpano i sani costumi di chi ha educato ed educa alla civiltà ed al rispetto dei minori. Non ci si lamenti se poi Dio punisce con terremoti, alluvioni, incendi, epidemie e catastrofi naturali; la Scrittura e la Chiesa cattolica parlano chiaro”.

Maria Rosa Tamborrino