Intercettazioni, Antonio Di Pietro: No al bavaglio alla stampa

Antonio Di Pietro dice no. In un intervento pubblicato oggi sul suo blog, il leader dell’Idv è tornato a sbarrare la strada alla paventata stretta sulle intercettazioni. Le notizie degli ultimi giorni hanno messo in subbuglio la politica incoraggiando gli eterni detrattori delle trascrizioni a tornare all’attacco. Con l’apparente benedizione del ministro della Giustizia, Paola Severino, che starebbe valutando l’opportunità di autorizzare l’esclusiva pubblicazione di intercettazioni “penalmente rilevanti”.

Querelle infinita – “All’improvviso nei palazzi della casta si è ricominciato a parlare di intercettazioni e di bavagli. Sembrava che, una volta uscito da palazzo Chigi il cavalier Berlusconi, il sogno di tappare la bocca alla stampa e alla rete fosse passato in seconda linea. Invece niente da fare”. Quello intonato oggi da Antonio Di Pietro è l’ennesimo grido di protesta lanciato ai nemici della libera informazione. Dopo le pubblicazioni delle intercettazioni che hanno tracciato un filo sospetto tra il Quirinale e Nicola Mancino (coinvolto nelle indagini sulla trattativa Stato-mafia), l’argomento caro al Cavaliere è tornato in primo piano.

La proposta del ministro – “Anche il governo Monti si è convinto che la pubblicazione delle intercettazioni è il vero problema che pesa sui cittadini italiani – ha continuato nel suo intervento il leader dell’Idv – Non la crisi, la disoccupazione, i privilegi della casta, la burocrazia che strozza l’economia, la corruzione che da sola frena tutto lo sviluppo. Secondo la casta e i suoi difensori più o meno tecnici il vero problema sarebbe la stampa che continua a pubblicare conversazioni che i potenti preferirebbero tenere ben nascoste”. Tra loro anche il ministro Severino, che – ha lamentato l’ex magistrato – proporrebbe una “specie di regolamentazione a singhiozzo”, con la pubblicazione delle sole intercettazionipenalmente rilevanti”.

No al bavaglio – “Noi dell’Italia dei Valori a questo ennesimo tentativo di bavaglio non ci stiamo – ha ribadito Di Pietro – e, insieme ai cittadini e i giornalisti con la schiena dritta, porteremo avanti la nostra battaglia per una Italia libera e plurale”.

Maria Saporito