Monti a herr Muller: Fidati dell’Italia

In una lunga intervista concessa a 6 testate europee – tra cui La Stampa di Torino – il premier Mario Monti ha parlato molto di Europa. Dai nuovi equilibri all’interno della Ue (con l’Italia sempre più protagonista) ai rischi legati a un improbabile fallimento del vertice del 28 giugno: il Professore ha parlato di crescita e integrazione con lo sguardo costantemente rivolto ai mercati. E a un ipotetico cittadino medio tedesco: “Gli direi rilassatiha dichiarato il premier – perché non stai mantenendo nessuno”.

Maggiore integrazione – Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha aperto ieri il suo ufficio a ben 6 giornalisti di nazionalità diversa (francese, tedesca, spagnola, inglese, polacca e italiana) per consegnare la sua personale istantanea del delicato momento economico e sociale. Al centro dell’intervista, l’imminente vertice europeo di Bruxelles, sul quale tutti i paesi sembrano riporre grandi speranze. “Occorre assolutamente che ci siano due cose – ha spiegato Monti – Una prospettiva di medio termine di rafforzamento dell’integrazione, in modo che tutti gli europei sappiano dove vanno e i mercati possano convincersi che c’è e sarà rafforzata con ulteriori passi la volontà di rendere la moneta unica indissolubile e irrevocabile”.

Il rischio della speculazione – “L’altra cosa necessaria – ha continuato il presidente del Consiglio – è un insieme di misure realizzabili, nell’assetto attuale sia dei Trattati che delle istituzioni, misure più efficaci per dare stabilità finanziaria all’eurozona”. Se ciò non dovesse accadere: “ci sarebbero attacchi speculativi sempre maggiori contro singoli paesi – ha paventato il Professore – con accanimento su quelli deboli, ma anche nei confronti di paesi non più deboli (perché sono in linea con i parametri) ma che si trascinano un alto debito dal passato come l’Italia”. Non solo: “Gran parte dell’Europa – ha aggiunto il premier – si troverebbe a dover continuare a sopportare tassi di interesse molto alti, che poi gravano indirettamente anche sulle imprese, e tutto questo è l’esatto contrario che serve per la crescita“. 

L’appello a herr Muller – Un quadro inquietante che è possibile allontanare puntando sull’integrazione e sulla fiducia reciproca. Per questo, invogliato dagli intervistatori, Mario Monti ha acconsentito a rivolgere un personale appello al cittadino medio tedesco. “Gli direi, caro herr Muller anzitutto rilassati – ha esordito il Professore – perché ti sei convinto, o ti avranno convinto, che tu stai mantenendo un eccessivo tenore di vita degli italiani. Guarda, non è così perché non ci sono stati finanziamenti all’Italia e non arrivo a chiederti di credere al fatto che i tedeschi stiano traendo vantaggio per il fatto che la Germania riesce a finanziarsi a tassi così bassi, anche come effetto speculare degli alti tassi degli altri”.

La convenienza di stare in Europa – “E gli direi – ha aggiunto Monti – caro herr Muller, convinciti di ciò che la Cancelliera del tuo paese da qualche tempo sta dicendo e cioè che la Germania trae grandi vantaggi, come tutti i paesi, dall’integrazione europeaL’economia della Germania – in sé così ben funzionante perché voi tedeschi siete molto bravi come lavoratori e risparmiatori e mediamente siete ben governati – ha ammesso il presidente del Consiglio – tra gli ingredienti del suo grande successo negli ultimi 50 anni ha quello di essere al cuore di un grande mercato unico. E ha un altro vantaggio: da 10-12 anni – ha sottolineato Mario Monti – è anche al centro di una zona di stabilità monetaria, mentre prima avevate le svalutazioni competitive che vi penalizzavano”.

Maria Saporito