Se Berlusconi torna in campo

Dopo l’abdicazione coatta a novembre, l’ex premier Silvio Berlusconi aveva deciso di trincerarsi in un inespugnabile silenzio. Per intere settimane nessuna sua dichiarazione è stata concessa ad agenzie o quotidiani, tanto da far credere ai più (ingenui?) che il famigerato “ventennio” si fosse realmente concluso. Tra commentatori e analisti diatribe di ogni genere, volte a interpretare l’inedito “mutismo” dell’ex capo come la conferma di un suo definitivo congedo dalla politica. Ma a rompere gli indugi è stato lo stesso Cavaliere che – dopo aver disegnato per sé un improbabile ruolo da “allenatore” nel Pdl – è venuto oggi allo scoperto, confermando l’intenzione di ritornare in campo. Nel ruolo di attaccante.

Le incognite sul segretario – A questo punto resta da capire quale sarà il destino di Angelino Alfano. Il segretario del Pdl, incoronato dallo stesso leader come suo naturale successore, ha tentato di guidare il partito in uno dei momenti più turbolenti della sua recente storia. A contatto diretto con Berlusconi, l’ex Guardasigilli ha cercato di imprimere una marcia nuova, proponendo una “faccia più pulita”, con la quale – ad esempio – ha potuto partecipare alle allegre riunioni serali a Palazzo Chigi. “Berlusconi è senz’altro nel campo dei moderati la persona che ha più voti”, ha dichiarato poco fa il fedele “delfino”, sottintendendo (con tono vagamente rassegnato) di non aver mai nutrito la speranza di subentrare all’inossidabile Cavaliere.

Bersani incredulo – Diversa la reazione di Pier Luigi Bersani, che alla notizia di un più che probabile ritorno di Berlusconi in campo: “Non c’è limite al peggio – ha tagliato corto – Vorrei che ci evitasse queste uscite. Credo che dieci anni di Berlusconi ci siano bastati. Ci ha portati dove non dovevamo essere e ora Monti cerca di darci una prospettiva”. 

Maria Saporito