La pazza idea del Cavaliere: Via la Germania dall’euro

Protagonista incontrastato della cronaca politica degli ultimi giorni, Silvio Berlusconi è tornato alla ribalta con l’entusiasmo del candidato premier. Un’eventualità che il Cavaliere ha rilanciato anche ieri, quando ai giovani del Pdl radunati a Fiuggi ha spiegato di essere impegnato nella “maturazione” di alcune “soluzioni” importanti. E sull’austerity della Germania: “Dovrebbe uscire dal sistema dell’euro, ha azzardato il presidente del Pdl.

Germania alla porta – Intervenuto ieri a un incontro con i giovani del Pdl a Fiuggi, l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fornito nuovo “ghiotto” materiale ai cronisti. “La Bce deve diventare una banca di garanzia finale di tutti i debiti e deve provvedere alla necessità di stampare euro, ma la Germania si oppone – ha osservato il Cavaliere – Gli altri Stati dovrebbero unirsi ed imporre alla Germania di uscire lei dal sistema dell’euro“. Una dichiarazione destinata ad animare infinite discussioni e a mantenere i riflettori accesi sull’incontenibile ex premier. Che non ha rinunciato a esprimersi anche su questioni di politica interna.

Soluzioni da maturare – “La legge sull’anticorruzioneha spiegato – contiene delle norme per cui saremo tutti nelle mani dei pubblici ministeri come già succede ora”. E sulla possibilità di un suo ritorno in campo: “Se io dovessi rispondere a chi mi chiede se oggi io abbia ancora intenzione di dedicarmi alla politica e al paese – ha detto Berlusconi – dovrei rispondere in un solo modo: non è un fatto definitivo, sto maturando delle soluzioni, ma io ci sto, datemi il 51%“.

Il mea culpa del Cavaliere – “Io ho già dentro di me un’idea – ha aggiunto il fondatore del Pdl – e dovremo prossimamente decidere non di cambiare il partito, ma di aprirlo a nuove forze e dargli un nuovo nome in cui ci siano le nostre fondamenta: l’Italia e la libertà”. Buoni propositi che il Cavaliere ha bilanciato con un’inedita (e inaspettata) autocritica: “Devo chiedere scusa agli italianiha detto – perché nel 1994 li ho illusi. Ho chiesto il loro voto per fare una rivoluzione liberale e non ci sono riuscito. Ma l’ho fatto in buona fede perché credevo che si potesse fare e non conoscevo questo sistema che impedisce la modernizzazione”.

Maria Saporito