Ultimi spettacoli in programma per Awakenings, l’8 Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia

Ultime due giornate – Con la prima assoluta di booty Looting, la nuova creazione di Wim Vandekeybus (in scena il 23 e 24 giugno alle ore 20 presso il Teatro alle Tese), e Marathon of the unexpected che domenica 24 a partire dalle 15 animerà il Teatro Piccolo Arsenale con brevi performance di 21 compagnie internazionali fino a sera, si chiuderà Awakenings, l’edizione 2012 della Biennale Danza di Venezia.
L’8 Festival Internazionale di Danza Contemporanea ha portato per due settimane a Venezia i nomi più importanti della danza internazionale. Gli spettacoli selezionati hanno permesso al sempre numeroso pubblico di gettare uno sguardo su stili, tematiche, tecniche ed approcci molto diversi tra loro.

Racconti in danza – Cristiana Morganti ha incantato, divertito e incuriosito con la sua conferenza danzata Moving with Pina: un vero e proprio sguardo al dietro le quinte del processo creativo e delle fasi preparatorie di uno spettacolo diretto da Pina Bausch.
A quem possa interessar, della compagnia Balé Teatro Castro Alves, ha invece regalato un’unione riuscita di racconto, musica dal vivo e creazioni coreografiche. I 24 ballerini di età, provenienza, e caratteristiche fisiche diverse sono stati accompagnati dai brani eseguiti dal vivo dalla cantante e chitarrista Badi Assad che ha rappresentato l’elemento di congiunzione tra i monologhi, in piena armonia con i movimenti, che raccontano il passato, presente e speranze per il futuro dei danzatori.

Spazio protagonista – Estremamente suggestiva la nuova creazione di Shobana Jeyasingh intitolata Too Mortal che è stata ideata pensando proprio all’interno della Chiesa anglicana di St. George: le ballerine, muovendosi tra i banchi di questo particolare luogo di culto, hanno dato vita ad una coreografia intensa che ben rispecchia l’atmosfera riflessiva degli spazi.
The Forsythe Company ha invece presentato Nowhere and Everywhere at the Same Time: uno spazio vuoto con innumerevoli pendoli che scendono dal soffitto è lo spunto che Forsythe ha utilizzato per la performance di Brock Labrenz, impegnato a esplorare il potenziale cinetico dello spazio con movimenti sinuosi e precisi, creando un’atmosfera rarefatta e intensa.

Mostri e diavoli – L’artista islandese Erna Omarsdottir in We Saw Monsters punta a colpire lo spettatore e ci riesce alla perfezione con un mix di forte impatto visivo e sonoro realizzato unendo citazioni di film horror, una riflessione apocalittica della società in degrado, e la musica metal. A metà tra Silent Hill e mitologia antica, la nuova versione della coreografia porta in scena incubi e mostri fino al sanguinolento e catartico epilogo.
Il danzatore e coreografo africano Koffi Koko ha scelto un altro approccio, più elegante e rispettoso della cultura del suo paese d’origine, per presentare la sua personale riflessione sulla figura del diavolo. La Beauté du Diable, con percussioni dal vivo, ritmi tracinanti e un finale visivamente suggestivo, permette al pubblico di avvicinarsi ad una tradizione e una religiosità fatta di contraddizioni e di riflessioni.

Beatrice Pagan