Concerto Emilia: in 40.000 cantano Io Vagabondo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:49

Emozioni forti al al Concerto per l’Emilia. A provocarle, oltre a miti e leggende della canzone italiana (Zucchero, Guccini, Ligabue),  è  Cristiano Turato, da quattro mesi nuova voce dei Nomadi, chiamato a raccogliere un’eredità pesante come una montagna, assieme ad altre 40.000 persone. Due canzoni per artista;  la seconda dei Nomadi è “Io Vagabondo“. Turato si trova al cospetto del leggendario Augusto Daolio. E, come se non bastasse, dalla prima nota tutto il Dall’Ara è già all’unisono con lui. E se “Augusto” rimane e rimarrà ineguagliabile, la potente voce del 38enne padovano regge più che  bene alla difficile prova.

Il Dall’Ara tutto lo capisce e lo segue fedelmente nella perfomance. Ne esce un coro non replicabile che sembra avere un unico obiettivo, quello di portare tre-quattro minuti di calore umano nelle tende, nelle roulotte e nelle auto dei terremotati davanti alla tv, o alla radio. Prima di loro, Il Liga ha fatto tremare i muri dello stadio e ha mandato un messaggio chiaro alle isittuzioni, a parole e in musica: “diteci che il meglio deve ancora venire.  Ligabue, a sua volta, è stato introdotto sul palco da un Francesco Guccini da brividi, da solo e in duetto con Caterina Caselli, ritornata ad esibirsi sul palco dopo 42 anni. Il Concerto per l’Emilia è iniziato con una struggente ballata di Zucchero: Il suono della domenica.

A.S.