Spending review, Camusso: No a tagli alla sanità e al pubblico impiego

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:30

La tanto attesa revisione della spesa annunciata dal governo Monti sta già incassando le prime bocciature. Come quella del numero uno della Cgil, Susanna Camusso, che ha oggi denunciato l’inopportunità di intervenire con le forbici nel reparto della sanità e del pubblico impiego, sacrificando all’altare del rigore sempre le solite vittime.

Giù le mani dai lavoratori – “I lavoratori del pubblico impiego si mobiliteranno martedì per ottenere un incontro col governo e per dare un esplicito segnale sul fatto che la spending review non possa intervenire ancora sull’occupazione e le condizioni dei lavoratori pubblici”. Ad annunciarlo oggi, nel corso di un incontro organizzato a Roma per la presentazione di un libro, è stata il segretario della Cgil, Susanna Camusso.

Nessuna equità – “Siamo passati dall’idea, che poteva essere interessante, di intervenire sulle modalità di acquisto dei beni e servizi della Pubblica amministrazioneha continuato la sindacalista – al solito schema che trova le risorse colpendo i lavoratori pubblici. E’ inaccettabile intervenire sul lavoro pubblico – ha ribadito la Camusso – Non c’è nessun segno di equità in questo”.

Riforma ideologica – Non basta: a infastidire la leader della Cgil sono anche le ipotesi di tagli sul comparto della sanità“Una cosa è intervenire sugli acquisti – ha precisato la Camusso – mentre diventa insopportabile che la spending review si traduca in tagli lineari alle risorse sanitarie. Già ora non ce la si fa a garantire prestazioni essenziali”. E sulla riforma del mercato del lavoro: “E’ una pura bandierina ideologicaha tagliato corto la sindacalista – Il presidente del Consiglio ha sostenuto in più occasioni che era una riforma necessaria agli occhi dell’Europa, ma fin dall’inizio noi abbiamo pensato che non risolve il problema della precarietà e non dà un contributo al problema degli ammortizzatori“.

Maria Saporito