Genova, bimba schiava della famiglia

Durante l’udienza preliminare davanti al gip tenutasi oggi dopo l’arresto nel dicembre 2011, la madre della bambina ha spontaneamente dichiarato la verità sule costrizioni che la figlia di soli 12 anni subiva da lei stessa e dal patrigno, la scusa apportata è che la figlia era ribelle e l’aveva anche aggredita: “Le ho imposto di fare i lavori domestici – ha dichiarato la donna – finché non avesse chiesto scusa”. L’uomo e la madre sono accusati di sequestro di persona e riduzione in schiavitù e il gip ha rinviato oggi a giudizio la madre ecuadoriana, come era avvenuto per il patrigno il 4 giugno.  Il processo si terrà per entrambi in corte d’Assise il 19 novembre.

A far scattare la denuncia fu una telefonata anonima al Telefono Azzurro e grazie all’intervento  degli agenti del commissariato di Rapallo che intervennero quando la bambina era a scuola, costretta ad uscire  in pantofole e pigiama. Secondo quanto emerso dall’indagine la bambina dodicenne era costretta a mangiare gli avanzi di cibo in una scatola, veniva chiusa fuori sul balcone al freddo e costretta a restarvi per ore, con addosso solo il pigiama o in biancheria intima, veniva insultata e doveva servire in tavola madre, patrigno e i due fratelli maschi.

Irene Fini