Pd, Franceschini: Sì alla grande alleanza con Casini e Vendola

La ricetta proposta ieri da Pier Ferdinando Casini sembra ingolosire tutta la dirigenza del Pd. Intervistato oggi da La Repubblica, anche il capogruppo dei democratici alla Camera, Dario Franceschini, ha detto sì al patto progressisti-moderati sponsorizzato dal centrista, senza dimenticare di aprire anche al leader di Sel, Nichi Vendola.

Grande consenso sociale – “Serve un consenso sociale il più largo possibile, serve avere dietro sindacati e imprenditori, laici e cattolici, pensionati e giovani delle partite Iva.  Ci sono ragioni numeriche e politiche che spingono il Pd ad un’alleanza tra progressisti e moderati“. E’ quanto ha dichiarato oggi, dalle colonne del quotidiano La Repubblica, l’ex segretario del Pd, Dario Franceschini. “Con le scelte difficili che il paese sarà chiamato a fare – ha continuato il democratico – c’è bisogno di una maggioranza che abbia alle spalle molti mondi sociali, molte categorie, molte culture“.

Da Casini a Vendola – Un “melting pot” politico e sociale indispensabile a garantire la governabilità del paese: “Il Pd deve portarsi dietro il pezzo più grande possibile della società italiana – ha rimarcato Franceschini – Ci vuole un’alleanza centro trattino sinistra“. Una grande cordata, orientata a “ospitare” protagonisti differenti della scena politica nazionale: “L’alleanza va da Casini a Vendolaha spiegato il capogruppo del Pd a Montecitorio – Sia chiaro: non si tratta di sostituire, ma di allargare. E per noi è imprescindibile farlo assieme a Sel”.

La ruggine con Di Pietro – Più complesso il discorso che riguarda il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, col quale il rapporto sembra essersi irrimediabilmente compromesso: “Nello schema progressisti-moderati è facile collocare Vendola e Casini – ha ribadito l’ex segretario – Di Pietro è un po’ fuori da queste categorie. Si è costruito il suo percorso con altri criteri. La scelta la deve fare lui. O tira le cannonate, e insegue Grillo e il vento dell’antipolitica per incassare qualcosa – ha avvertito Franceschini – o si colloca nella prospettiva di governo”.

Maria Saporito