Denunciati fanatici su Facebook: “Abortire un bimbo gay è un atto di fede”.

L’omofobia, piaga dell’Italia – L’omofobia dilagante del nostro Paese sembra non volersi mai arrestare. Ogni giorno, ignoranza e inciviltà, spingono giovani e meno giovani a commettere atti violenti contro altri essere umani, ‘colpevoli’, a lor dire, di essere omosessuali. Insulti, soprusi, violenze: questo deve sopportare la comunità Lgbt. Fanatici e omofobi credono che l’omosessualità sia una malattia da debellare in ogni modo e con ogni mezzo, spesso facendo riferimenti a fatti del passato e avvalendosi di tesi pseudo-scientifiche che non hanno alcuna base di veridicità.

Omofobia su Facebook – L’omofobia scorre sul web. All’interno del sociale network più importante e popoloso, ovvero Facebook, è stata creata una pagina apposita dal titolo Abortire un feto gay è un atto di fede, al solo scopo di insultare e umiliare la comunità omosessuale. La pagina è stata messa in rete solo una settimana fa ed in pochi giorni ha creato un polverone mediatico senza precedenti, raccogliendo quasi duemila commenti, per lo più critiche fatte da internauti sdegnati e schifati dallo scempio che rappresentava.

Omosessuali trattati come malati – ‘Malati’, ‘fenomeni da baraccone’, ‘offesa al Signore’, ‘deviati’: così, di status in status, venivano definiti gli omosessuali. Molti erano i riferimenti religiosi a passi della Bibbia e addirittura c’erano commenti di sedicenti madri che avrebbero abortito il loro feto perché dichiarato ‘feto omosessuale’: “Dopo che a mio figlio è stata diagnosticata l’omosessualità vagavo errabonda senza meta ed anelavo la morte sopra ogni cosa: meglio andare all’inferno che far corrompere gli altri bambini dal frutto del mio grembo. Poi un giorno quando stavo per farla finita ho visto un cartellone pubblicitario dove c’era una coppia felice e c’era scritto ‘Noi abbiamo fatto la nostra parte per salvare il mondo dall’omosessualità. Ora tocca a te’. La speranza è tornata in me. Dopo aver abortito il feto omosessuale sono rimasta nuovamente incinta. Mio figlio è sano, ho visto Dio, sono felice”.

Contatti all’interno degli ospedali – L’aspetto più grave di tutta questa storia è relativo ai collegamenti che questa pagina sembra avere con alcune strutture ospedaliere e con alcuni ricercatori. “Come vi sono sembrate le istruzioni dei nostri volontari nelle cliniche? Avete deciso anche voi di espellere il germe omosessuale? Lo consiglierete agli amici?” – questo recitava uno degli status presenti su questa pagina. La pagina è stata denunciata all’autorità giudiziaria da alcune associazioni omosessuali, con l’accusa di abuso di credulità popolare.

Libertà alle donne – La libertà di ogni donna di abortire o meno, è sacrosanta e va tutelata. Convincere ignare ragazze, che, magari per educazione familiare o per credenze religiose, si lasciano influenzare da ‘falsi miti’, è un atto ignobile che va condannato. Per tutto il resto, non c’è mai fine alla demenza umana.

 

Maria Rosa Tamborrino