Rimborsi elettorali ai terremotati: Ultimi 3 giorni di tempo per intervenire

La promessa dei partiti – Dopo lo sciame sismico che ha interessato l’Emilia Romagna, i partiti, all’unanimità, avevano promesso di destinare la seconda tranche dei rimborsi elettorali,che ammonta a circa 91milioni di euro, alla ricostruzione. Purtroppo la promessa è rimasta tale, non è stata mai trasformata in provvedimento e ora rischia di rimanere solo sulla carta.
I tempi burocratici, che occorrono per emanare il provvedimento, sono ridotti ormai a sole 72 ore. Solo il governo quindi, con un decreto d’urgenza, potrebbe cambiare le cose.

Gli appelli a Monti –  Innumerevoli gli appelli al presidente del Consiglio dalla società civile, compresa una raccolta di 30mila firme da parte di Avaaz che attacca i partiti: “E’ una vergogna: nonostante la promessa di trasferire i loro contributi pubblici alle vittime del terremoto, i partiti se li intascheranno tutti il primo luglio. Solo Monti può accendere i riflettori su questo scandalo e garantire che l’aiuto concreto vada a quelli che ne hanno più bisogno, ma solo se oggi saremo in tanti ad appellarci a lui“.
Il mancato intervento del governo, infatti, potrebbe innescare forti polemiche, fanno sapere i firmatari, non solo per non aver mantenuto la parola data, ma perché mentre il paese vive in ristrettezze, intascare 91 milioni di euro non è certo di esempio: “Vi chiediamo di riunirvi urgentemente e di adottare una legge d’emergenza per trasferire i 91 milioni di euro di rimborsi elettorali dei partiti ai terremotati. In tempi di ristrettezze economiche, i leader politici devono garantire che le nostre risorse vadano a quelli che ne hanno più bisogno. I partiti hanno promesso di dare una mano per la ricostruzione: sta a voi costringerli a rispettare la parola data”.

Matteo Oliviero