Lega, Maroni candidato unico alla segreteria

Il congresso della Lega aperto questa mattina ad Assago ha decretato Roberto Maroni candidato unico alla segreteria del partito. L’ex ministro dell’Interno ha, infatti, presentato le firme raccolte tra i delegati che – salvo colpi di scena finali – dovrebbero “incoronarlo” domani nuovo leader. In attesa di comprendere quale spazio si ritaglierà il presidente Umberto Bossi, a mettere qualche freno preventivo è stato Matteo Salvini: “Nella vita ci sono dei cicli – ha detto – se il congresso eleggerà Maroni, Maroni sarà il segretario. Punto”.

Verso l’acclamazione – Quattrocento delegati su 630 hanno firmato a sostegno della candidatura di Roberto Maroni a segretario del Carroccio. Forte di questo consenso, l’ex titolare del Viminale si prepara a incassare la “vittoria” (facile ) e ad ereditare lo “scettro” che fu del Senatur. L’elezione di Maroni potrebbe avvenire domani per acclamazione, conferendo così maggiore enfasi alla storica “staffetta” che – come ha voluto sottolineare il neo presidente della Lega lombarda, Matteo Salvini – segnerà la fine di un ciclo. “Nella Lega contano i progetti non i nomi – ha spiegato – Nella vita ci sono dei cicli: se il congresso eleggerà Maroni, Maroni sarà il segretario. Punto”.

Salvini a tutto campo – Bossi ha avuto il grande merito di averci portato fin qua – ha aggiunto Salvini – Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Bossi continuerà a fare la sua parte, ma se il congresso elegge Maroni, il segretario si chiama Roberto Maroni”. Non solo: il maroniano di ferro ha destinato qualche “puntura” anche al governatore ciellino, Roberto Formigoni, al quale si è rivolto con tono vagamente minaccioso.

Formigoni nel mirino – “Lunedì daremo buoni consigli a Formigoni che, se vorrà continuare a fare il governatore – ha avvisato Salvini – deve fare di più. La Regione Lombardia è bene amministrata, ma ci vuole una marcia in più. Noi diamo consigli e non facciamo minacce, ma dal punto di vista economico in Lombardia ci sono delle emergenze, come quella sugli ‘esodati’, per le quali o la Regione dà una risposta concreta o altrimenti – ha tagliato corto il leghista – ci arrabbiamo“.

Maria Saporito