Successo a Bruxelles? L’opposizione frena

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:44

I giudizi sul premier Mario Monti rimangono inconciliabili anche all’indomani del vertice di Bruxelles. Mentre la “strana maggioranza” a sostegno dei tecnici incorona, senza esitazione, il risultato centrato dal Professore, l’opposizione rimarca, invece, il proprio scetticismo, rimandando ai prossimi giorni il giudizio finale sul presunto successo europeo.

Lo scetticismo di Maroni – Alle prese con i preparativi del Congresso che alzerà oggi il sipario sulla Lega 2.0, Roberto Maroni non ha rinunciato ad affondare l’ennesima “stoccata” al governo: “Ho letto notizie positive e molti ma e molti se che sono tutti da chiarire – ha commentato ieri riferendosi al vertice di Bruxelles – Credo si sia investito molto in comunicazione per far ripartire le borse e far scendere lo spread.  Aspettiamo di vedere i contenuti, ma sono molto scettico. A Bruxelles – ha rincarato il leghista – ho visto sorrisi fuori luogo”. 

Recessione gravissima – “Sono molto scettico che i risultati dell’azione di Monti siano reali – ha ribadito il triumviro del Carroccio – Temo che dopo l’estate ci sarà un inasprimento della crisi come dice Confindustria. Siamo nel baratro, ci aspetta una recessione gravissima”. “Vedremo lunedì – ha concluso Maroni – ma credo che avremo una cattiva sorpresa“. Più o meno quanto messo nero su bianco anche da Antonio Di Pietro“Aldilà delle proclamazioni di giubilo e di soddisfazione e delle autocelebrazioniha scritto in una nota il leader dell’Idv – vorremo capire esattamente cosa ha portato a casa l’Italia dal vertice europeo”.

Cui prodest? – “Vorremmo capire quali benefici, in concreto, ci saranno per le tasche dei cittadini e di coloro che hanno già abbondantemente pagato sulla propria pelle questa crisi – ha aggiunto l’ex togato – Non vorremmo che questi benefici siano solo per qualche istituto bancario o per qualche speculatore finanziario. Quindi, il nostro è un giudizio interlocutorio – ha spiegato Di Pietro – in attesa degli effetti che il vertice di Bruxelles, al netto dell’entusiasmo del primo momento, produrrà nell’Europa”.

Tanto rumore per nulla – Poco entusiasta anche il leader di Sel, Nichi Vendola: “Stupisce l’enfasi retorica sulla chiusura del Consiglio europeo – ha commentato ieri – come se si potesse comparare una splendida partita di calcio con un vertice. Mi viene da dire che la montagna ha partorito un topolino. Non mi pare sia emerso nulla di nuovo dal punto di vista strutturale: non c’è una vera inversione di rotta. Non si sa neppure – ha concluso il governatore della Puglia – cosa ci sia nel piano per l’occupazione di cui si è discusso a Bruxelles”.

Maria Saporito