D’Alema tifa Monti: Perfetto come leader del nuovo centrosinistra

Chissà se alla fine il Professore si lascerà convincere? La schiera dei supporter che incoraggiano la prosecuzione della “parentesi” politica di Mario Monti si fa sempre più nutrita e spinge a ipotizzare che, nonostante le reiterate smentite, l’attuale capo del governo stia iniziando a prendere in considerazione la cosa. Dopo l’ennesima “benedizione” di Pier Ferdinando Casini, ieri anche un “pezzo da novanta” del Pd come Massimo D’Alema ha voluto sciogliere gli indugi, aprendo entusiasticamente al premier: “Ha posizioni compatibili con il nostro orizzonte programmatico”, ha detto

L’investitura di D’Alema – “Mario Monti, in un nuovo centrosinistra europeo, può trovarsi a perfetto agio. E’ una personalità liberale che con la sua azione può mitigare positivamente le resistenze stataliste che ci sono ancora tra i socialisti. Ha posizioni compatibili con il nostro orizzonte programmatico“. A sentir parlare Massimo D’Alema, il futuro del suo partito potrebbe saldarsi, in maniera vincente, con quello dell’attuale presidente del Consiglio, Mario Monti.

Il contesto europeo – “I meriti di Monti sono innegabili – ha riconosciuto il democratico riferendosi all’ultimo Consiglio europeo di Bruxelles – ma senza la vittoria di Hollande alle elezioni francesi non sarebbe stato possibile ottenere nessun risultato. La novità, dunque, è politica”. Il sentore è, insomma, che il presidente del Copasir stia incoraggiando  la permanenza di Monti a palazzo Chigi, individuando nel bocconiano uno sponsor importante per le istanze del centrosinistra europeo.

Sì a Vendola, no a Di Pietro – E sul difficile tema delle alleanze, con le insofferenze palesate dal leader di Sel: Vendola ha ragione quando chiede di discutere di contenutiha concesso l’ex premier – ma ha torto quando regala le chiavi del suo partito a Di Pietro. Glielo chiedo con amicizia, quali valori di sinistra vedi in lui?”. Una chiusura, quella al numero uno dell’Idv, ribadita anche più avanti: “Non siamo noi che vogliamo escluderlo – ha spiegato D’Alema – E’ Di Pietro con i suoi attacchi continui contro il partito, le istituzioni, il Quirinale che si mette in una posizione difficilmente compatibile con una seria prospettiva di governo”.

Maria Saporito