L’azzardo di Casini: Il nuovo premier? Monti o Bersani

In un’intervista concessa ieri a La Repubblica, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha rilanciato il patto tra progressisti e moderati. Il centrista sembra avere le idee chiare e, invitato a guardare oltre l’attuale legislatura: “Serve una vasta convergenza”, ha detto, con a capo Mario Monti o Pier Luigi Bersani.

Ancora tempi duri – “L’Italia ha ancora davanti tempi duri, ma grazie al successo di Monti a Bruxelles si può rialzare la testa”. Così il numero uno dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha rimarcato ieri – dalle colonne de La Repubblica – la sua fiducia nella squadra dei Professori. “Ora dovremo affrontare la spending review e ci saranno da approvare dei tagli dolorosi – ha osservato il centrista – Anche se il risanamento ha consentito a Monti di conseguire un grosso risultato a Bruxelles, pensare che i problemi siano finiti è una visione illusoria che può rivelarsi pericolosa”.

Monti o Bersani? – Un invito a “non abbassare la guardia” e a mobilitarsi per la costruzione di un progetto futuro: “Occorre un’alleanza tra moderati e progressistiha spiegato l’ex presidente della Camera – che prenda il testimone delle riforme nella prossima legislatura“. “C’è un signore a palazzo Chigi che sta facendo il suo lavoro benissimo e non credo che si ritirerà a vita privata nella prossima legislatura. E c’è un segretario del Pd – ha aggiunto Casini – che, nei sondaggi, è il più grande partito italiano. Nel momento in cui si realizzerà una convergenza, che io mi auguro ancora più vasta, decidere la guida del governo – ha assicurato il centrista – non sarà un problema”.

Sì a un Pdl responsabile – E sui veti posti da Vendola e Di Pietro a Bersani in relazione a un possibile “apparentamento” con l’Udc: “Capisco il loro disagioha detto Casini – ma non riguarda me. Riguarda piuttosto le scelte politiche del Pd in Parlamento, scelte che loro non condividono”. E il partito di Berlusconi e Alfano? “Se il Pdl, o una sua parte, ha atteggiamenti costruttivi – ha concesso l’ex presidente di Montecitorio – è evidente che sarà parte del gioco. Ma dipende dall’atteggiamento che scelgono: il populismo e la demagogia anti-euro sono incompatibili con un progetto di governo”.

Maria Saporito