Turchia: 6 cacciabombardieri come misura di dissuasione contro la Siria

Turchia ancora sulla difensiva. Nessun attacco, nessuna risposta ancora da parte della Turchia all’abbattimento dell’F4 da parte delle forze militari della Siria il 22 giugno scorso. Da Ankara le forze armate hanno deciso di intraprendere una strategia di dissuasione contro eventuali violazioni dello spazio turco da parte della Siria o qualora la Siria violasse il territorio turco: sono stati schierati infatti 6 cacciabombardieri lungo il confine con la Siria. E’ la reazione che il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan aveva annunciato per reagire alla situazione subita.

Sabato scorso a Ginevra si sono riuniti i rappresentanti dei principali paesi coinvolti nella crisi siriana e Annan prendendo la parola ha avvertito sul rischio di una espansione del conflitto e di un suo aggravamento: “Il tempo per un accordo sta scadendo – ha detto – . Abbiamo bisogno di un patto politico per porre fine allo spargimento di sangue. Questo conflitto deve essere risolto con il dialogo“. Il comunicato finale del summit sembra voler lasciare aperta una porta ad Assad: “possano essere inclusi membri dell’attuale governo e delle opposizioni, nonché di altri gruppi e possa essere formato con il consenso delle parti”. Una porta che fa molto felice la Russia, che non accenna a modificare la sua posizione di sostegno al regime di Assad, e che vede in questa conclusione una vittoria diplomatica.

Irene Fini