Roma: fermata la banda dei falsi permessi di soggiorno

Fermata a Roma un’intera banda dedita al rilascio di falsi permessi di soggiorno a extracomunitari irregolari. In manette sono finite 5 persone ritenute responsabili dell’organizzazione, tra cui un funzionario del Centro per l’impiego di Roma e un commercialista titolare di due Caf. Gli agenti dell’Ufficio Immigrazione hanno avviato le indagini dopo aver ricevuto molte richieste di rinnovo dei permessi di soggiorno con la motivazione di “attesa di occupazione” per cittadini stranieri, in maggioranza cinesi.

A seguito delle verifiche gli agenti avrebbero riscontrato delle incongruenze relative all’iscrizione alle liste di disoccupazione, emesse tutte dallo stesso Centro per l’impiego, senza che fosse presente una pratica di licenziamento. Inoltre la maggior parte delle richieste presentava la dichiarazione degli interessati all’ottenimento del permesso di non comprendere la lingua italiana, nettamente in contrasto con quanto dichiarato nelle schede compilate dagli impiegati del Centro per l’impiego.

L’organizzazione per le richieste di rilascio dei falsi permessi, chiedeva cifre oscillanti tra i 250 e i 5.000 euro, che gli extracomunitari pagavano senza battere ciglio pur di riuscire ad avere il documento. 300 gli immigrati indagati per aver usufruito dei fasi permessi di soggiorno, mentre per i 5 arrestati l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al falso, immigrazione clandestina e favoreggiamento della permanenza sul territorio nazionale di persone prive di requisiti; tutti sono stati portati nel carcere di Regina Coeli dove si trovano tuttora.

Marta Lock