Spending review: la politica in stand by

Il governo Monti incontrerà oggi le parti sociali per discutere di spending review. Le indiscrezioni filtrate dalla stampa prefigurano un incontro particolarmente rovente, con i sindacati sul piede di guerra sul fronte del lavoro pubblico e sugli annunciati tagli alla sanità. Intanto dai partiti arrivano le prime caute reazioni alle “sforbiciate” promesse dal governo.

Bersani: Bisogna discutere – In attesa di conoscere il contenuto del piano anti-sprechi messo a punto dai tecnici, i partiti giocano d’anticipo rimarcando le loro posizioni sulla spinosa questione. “Credo che nessuno auspichi l’aumento dell’Iva a cui ci ha inchiodato il duo Berlusconi-Tremonti – ha spiegato ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – Ma c’è modo e modo di arrivare all’obiettivo e vogliamo poterne discutere. Siamo interessati a una spending review che incida strutturalmente sulla spesa pubblica, ma se un intervento è strutturaleha precisato il democratico – non può mai avere la sola logica dell’emergenza”. “Dobbiamo trovare altre soluzioni, discutendo della spesa della pubblica amministrazione – ha aggiunto il leader del Pd – ma senza andare a toccare la sostanza e la risposta sociale“.

Cicchitto: Vogliamo saperne di più – Per il Pdl ad esporsi è stato, invece, il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto: “L’operazione di per sé è positiva perché è un intervento sulla spesa pubblica – ha commentato – ma bisogna vedere la qualità e la quantità degli interventi e vorremmo saperne qualcosa. Bisogna stare attenti a non colpire interessi o realtà, e in primo luogo penso all’ordine pubblico, come polizia e carabinieri che – ha ricordato il pidiellino – svolgono un ruolo decisivo. Sappiamo che la questione va affrontata e il taglio con cui noi la affrontiamo è positivo e costruttivo, ma certo – ha ribadito Cicchitto – vogliamo conoscerlo prima per poterci riflettere sopra”.

Di Pietro: Tagli alle spese militari – A lasciare meno margini sembra essere, invece, il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che è tornato ieri a marcare il suo preventivo “no” alla spending review formulata dai Professori: “Una correzione della spesa pubblica deve essere fatta – ha concesso l’ex togato – ma valuteremo la qualità dei tagli. Noi siamo contro meno spesa sociale e meno spesa sanitaria. Invece di attingere risorse da tagli alla spesa militare e dagli ‘scudati’ha osservato Di Pietro – si ricercano risorse sempre nella stessa direzione”.

Maria Saporito