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Monti al Senato: A Bruxelles ho picchiato i pugni sul tavolo

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Il presidente del Consiglio, Mario Monti, è intervenuto ieri al Senato per riferire sui risultati centrati nel corso dell’ultimo vertice europeo di Bruxelles. “Ho picchiato i pugni sul tavolo anche per il Parlamento”, ha spiegato il Professore, che ha rivendicato il successo ottenuto (insieme alla Spagna) sullo scudo anti-spread. E sulle resistenze ostentate da Olanda e Finlandia: “Cercheremo di sormontarle”, ha detto il premier.

Lo scudo anti-spread – “Bisognava rompere il circolo vizioso tra debito sovrano e rischio bancario, un tema posto con particolare forza dall’Italia nelle riunioni preparatorie”. Nel suo discorso di ieri nell’Aula di Palazzo Madama, scandito a pochi giorni dal ritorno da Bruxelles, Mario Monti ha voluto iniziare da quello che è stato unanimemente considerato il suo successo personale: il sì incassato da tutti i paesi dell’eurozona sulla misura tesa a “raffreddare” lo spread tra i titoli dei paesi più deboli e quelli della granitica Germania.

Europa più stabile – Un sì su cui Olanda e Finlandia hanno però da qualche giorno posto un veto: “Questi paesi hanno una certa sofferenza verso questi meccanismi di stabilizzazioneha riconosciuto il premier – ma cercheremo di sormontare le loro obiezioni”. “Guardando oggi ai risultati – ha aggiunto – possiamo dire che il vertice ha costituto un passo in avanti verso un’Europa come noi italiani la vogliamo: più orientata alla crescita e più stabile. Una decisa inversione di rotta rispetto a un passato nel quale le risposte politiche erano state tardive e insufficienti”.

Tabù da superare – “Il Consiglio europeo di Bruxelles – ha osservato soddisfatto il presidente del Consiglio – ha anche affrontato questioni che fino a qualche tempo fa erano considerate un tabù, come l’emissione degli eurobond“. “L’Europa non può rappresentare solo un corsetto di regole, sanzioni, procedure di monitoraggio – ha precisato il Professore – deve essere anche integrazione positiva“. E sui continui saliscendi borsistici: “I mercati non vanno né demonizzati né angelizzati – ha spiegato Monti ai senatori – di certo non sono un perfetto misuratore dei progressi fatti dai singoli paesi”.

I pugni sul tavolo – “Ricordo alcune voci del Parlamento che ho capito che esprimevano, in modo ipersemplificato, il sentimento quando dicevano di ‘picchiare i pugni sul tavolo’ha poi aggiunto il premier riferendosi agli inviti a lui rivolti dai partiti alla vigilia della sua partenza per Bruexelles – Se questo significa costruire un’azione diplomatica serrata e costante, creare occasioni di incontri come quello tra i quattro principali paesi dell’eurozona a Roma, e poi anche fare queste riserve al momento opportuno – ha detto Monti – credo di aver interpretato, anche nel metodo, il pensiero e l’orientamento del Parlamento”.

Un futuro più sereno – E sul finale, il Professore ha voluto inviare un messaggio distensivo all’emiciclo: “Nei pochi mesi che questo governo ha davanti a sé, intendo fino alla primavera del 2013 – ha precisato – ci vedrete interagire, spero con il vostro appoggio e la vostra fiducia, tra fronte italiano e fronte europeo. Speriamo in una prospettiva un po’ più serena“.

Maria Saporito

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