Il Cern annuncia la scoperta storica: “La particella di Dio esiste”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:27

La particella di Dio – Il bosone di Higgs, la particella subatomica che rappresenta la chiave di volta per spiegare la formazione di stelle, pianeti e della vita stessa dopo il Big Bang, esiste. I ricercatori del Large Hadron Collider hanno confermato la scoperta in una conferenza stampa mondiale affermando come la particella sia determinante per spiegare l’origine dell’Universo. L’esistenza di questa particella è stata rilevata grazie agli esperimenti di 3 ricercatori che sono installati lungo i 27 chilometri dell’acceleratore di particelle, e cioè Atlas e Cms.

La scoperta – Gli esperimenti che hanno portato a questo risultato sono Cms, coordinato dall’americano Joseph Incandela, e Atlas, coordinato dall’Italiana Fabiola Gianotti. Entrambi gli esperimenti indicano che il bosone di Higgs ha dimensioni comprese fra 125 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV) con un margine di errore vicino allo zero. Secondo questi dati il bosone peserebbe quindi fra 125 e 126 volte più di un protone, una delle particelle che costituiscono il nucleo di un atomo. Tale particella spiegherebbe la trasformazione originaria dell’energia nella materia.

 Nuova comprensione della natura – “Abbiamo superato una nuova tappa nella nostra comprensione della natura”, ha detto il direttore generale del Cern, Rolf Heuer. Alla conferenza di Ginevra era presente anche Peter Higgs, il fisico 83enne che per primo aveva teorizzato la particella chiave dell’universo, denominato poi il bosone di Higgs. “La scoperta di una particella le cui caratteristiche sono compatibili con quelle del bosone di Higgs”, anello mancante nella teoria delle particelle elementari, “apre la via a ulteriori studi, che richiedono più statistiche, che stabiliranno le proprietà della nuova particella” ha concluso Huer.

Michela Santini