Spending review: sindacati pronti allo sciopero

Il lungo incontro con gli enti locali e le parti sociali non sembra aver sortito il risultato sperato. Il governo tecnico ha illustrato ieri a palazzo Chigi i punti nodali della spending review passando in rassegna i capitoli dei tagli e delle razionalizzazioni con cui spera di recuperare oltre 4 miliardi di euro. “Siamo contrari a tagli lineari fatti con l’accetta”, avrebbe detto il premier Monti, senza però nascondere l’entità dei sacrifici chiesti ai suoi interlocutori. Tra le misure previste: interventi sul pubblico impiego, tagli al fondo sanitario e meno risorse alle Regioni. Tanto quanto basta a suscitare la reazione preoccupata di sindacalisti e amministratori.

Risparmi in tre fasi – Non sarà una manovra finanziaria, ma un’operazione strutturale tesa a recuperare quei soldi necessari a scongiurare l’aumento dell’Iva ad ottobre. E’ questa la premessa da cui il presidente del Consiglio, Mario Monti, è partito ieri per illustrare il contenuto della bozza sulla revisione della spesa pubblica. Il Professore ha spiegato che il provvedimento si strutturerà in tre fasi e che non prevederà tagli lineari, ma razionalizzazioni volte a depennare gli sprechi dal libro paga dello Stato.

Gli interventi sul pubblico impiego – Più precisamente: il piano del governo prevede il taglio del 20% dei dirigenti della Pubblica amministrazione, del 10% dei dipendenti e di un altro 20% delle consulenze. I buoni pasto degli statali non potranno superare i 7 euro al giorno a partire dal primo ottobre prossimo e  fino al 2015 saranno bloccati i concorsi per l’accesso alla prima fascia dirigenziale nella Pa.

Istituti da ristrutturare – Sul fronte della semplificazione, verranno invece riorganizzate realtà come il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), l’Istituto nazionale di fisica nucleare e quello nazionale di geofisica e vulcanologia, mentre a chiudere i battenti saranno l’Istituto di alta matematica, quello di oceanografia e di geofisica sperimentale e quello nazionale di astrofisica (solo per citarne alcuni).

Tagli negli ospedali – Tagli anche sul fronte sanitario, con una riduzione al fondo nazionale stimabile intorno ai 3 miliardi in due anni. Verranno chiusi gli ospedali più piccoli e tagliati circa 30 mila posti letto nei nosocomi pubblici. A preoccupare molto sono anche le risorse che verranno erogate a beneficio delle Regioni: il piano governativo, pur non fornendo ancora dettagli sui capitoli di risparmio, prevede una riduzione di 700 milioni per il 2012 e di 1.000 milioni per il 2013. Soldi in meno che, lamentano gli amministratori, si tradurranno inevitabilmente in una peggiore offerta dei servizi resi ai cittadini (soprattutto nella sanità e nei trasporti pubblici).

Sindacati sul piede di guerra – Le novità annunciate dai Professori non hanno incontrato – come prevedibile – il beneplacito dei sindacati“Abbiamo trovato un governo reticente e cripticoha commentato la numero uno della Cgil, Susanna Camusso – che fa il contrario di ciò che serve: invece di favorire l’occupazione, aumenta la disoccupazione”. “Se il governo pensa di fare da solo sul fronte degli interventi nel pubblico impiego – ha detto il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni – vedremo anche noi cosa fare“. A non girarci troppo intorno è stato anche il leader della Uil, Luigi Angeletti: “Non credo si possa evitare lo scioperoha detto – se alla fine ci saranno solo tagli lineari nella pubblica amministrazione”.

Maria Saporito