Calcioscommesse: allarme Conte per la Juventus. Si pensa a Capello o Prandelli


Calcioscommesse – Il 13 luglio il procuratore federale Palazzi si recherà a Chatillon per ascoltare il tecnico bianconero Antonio Conte, coinvolto nello scandalo calcioscommesse e indagato dalla procura di Cremona per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Se dal lato della giustizia ordinaria, sono già in corso indagini e sono giunte anche perquisizioni, da quello sportivo, ancora non si è mosso nulla. L’audizione di venerdì prossimo aiuterà a capire meglio gli scenari. La dirigenza juventina non vuole però essere presa in contropiede e sta già pensando a un’alternativa in caso di pesante squalifica per l’attuale allenatore bianconero. Carobbio è stato considerato teste attendibile nei procedimenti conclusi e ciò mette in ansia la dirigenza e la tifoseria juventina, che spera di rivedere in panchina il proprio condottiero.

Gli scenari previsti – Tre le ipotesi riguardo le sorti di Conte. La prima, forse quella meno scontata al momento, è che il mister venga completamente scagionato. La seconda è una squalifica di 3-4 mesi per omessa denuncia: in questo caso, Conte resterebbe al suo posto e in campo ci andrebbe il vice Alessio. La terza ipotesi è quella di una squalifica più pesante per illecito: le pene previste oscillano tra uno e tre anni. In questo caso, Conte verrebbe scaricato da Agnelli e Marotta che punterebbero fin da subito su un nuovo tecnico.

Soluzione Capello o Prandelli – A quel punto, il nuovo allenatore della Juventus potrebbe diventare uno tra Capello e Prandelli. Don Fabio conosce molto bene l’ambiente bianconero e i tifosi sarebbero entusiasti del suo ritorno. Il tecnico di Pieris si ritroverebbe inoltre con una squadra competitiva, elemento fondamentale per avere un suo sì. L’altra ipotesi, più difficilmente percorribile è quella che porta a Cesare Prandelli. Il ct della Nazionale non è disoccupato come l’illustre collega, anche se alla vigilia di Italia-Spagna non ha nascosto la sua “nostalgia del campo”.

Miro Santoro