Da Alfano a Vendola: i partiti si posizionano sui tagli

La “scure” alzata dal governo tecnico per racimolare i soldi utili a scongiurare l’aumento dell’Iva (fino a luglio 2013) non poteva lasciare indifferenti i partiti. Da destra a sinistra è un vorticare di commenti sul piano anti-sprechi e un susseguirsi inarrestabile di dichiarazioni degne della più accesa campagna elettorale.

Alfano: E’ la strada giusta – Tra i primi a “benedire” le misure proposte dai tecnici con le forbici in mano, il segretario del Pdl, Angelino Alfano“Sugli sprechi e sulla spesa pubblica improduttiva occorre agire con coraggio – ha detto – Naturalmente vigileremo per evitare sbilanciamenti e squilibri, ma la strada di fondo è giusta. Da mesi diciamo: meno spesa, meno debito, meno tasse. Solo una politica di tagli efficaci, accompagnata da una strategia strutturale di attacco al debito – ha spiegato Alfano – può portarci credibilmente a quello che perseguiamo con determinazione, e cioè l’avvio di una riduzione della pressione fiscale e il non aumento delle tasse”.

Bersani: Troppi Monti da scalare – Più cauto il commento di Pier Luigi Bersani: “Dobbiamo vedere le carte – ha esordito il democratico – ma a una prima occhiata ci sono anche delle cose che ci piacciono, in tema di ordinamento degli enti locali, e sono stati fatti dei passi avanti anche sui costi standard. Ma sulla sanità ci sono cose che ci preoccupano molto – ha precisato il segretario del Pd – Bisogna stare attenti a non dare una mazzata al servizio sanitario nazionaleNella prospettiva dei prossimi due anni, per la sanità, a Tremonti si aggiunge Montiha ironizzato Bersani – ci sono troppi Monti da scalare”.

Casini: Cura inevitabile – A non avere dubbi è, invece, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini: “La spending review non è una manovra aggiuntiva – ha detto – Si tratta di quei tagli agli sprechi, di quei sacrifici dolorosi che da anni abbiamo rinviato. Sappiamo che è un passaggio delicato, ma per anni abbiamo detto che era necessaria la cura dimagrante dello Stato. Oggi si avvia questo processo e noi, ancora una volta – ha confermato il centrista – sosteniamo le scelte impopolari del governo Monti perché sono utili al paese. Poi gli altri facciano quello che vogliono”.

Di Pietro: Paese con pietra al collo – Di segno opposto il commento di Antonio Di Pietro: “La cosa più tragica è che tutte queste batoste, che stanno rendendo povere le classi medie e miserabili quelle povere – ha scritto il numero uno dell’Idv sul suo blog – non aiutano per niente l’economia. Sono la pietra al collo che la tira a fondo. E’ inutile che Mario Monti continui a fare la danza della pioggia a Roma o a Bruxelles. Un paese di poveri e di disoccupati e senza più stato socialeha rincarato l’ex togato – è un paese che non può crescere, e senza la crescita i tagli non servono a niente”.

Vendola: Decreto ammazza-Italia – Tranchant anche il giudizio di Nichi Vendola: “Si tratta di un decreto ammazza-Italia“, ha affondato il leader di Sel. “Credo che l’insensibilità del governo Monti sia stata clamorosa e l’interlocuzione con i rappresentanti degli enti locali e delle Regioni assolutamente retorica – ha aggiunto il governatore della Puglia – Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Noi non possiamo che fare appello al Parlamento e alle forze politiche affinché abbiano consapevolezza del danno che viene inflitto al paese. Si tratta di un provvedimento che va corretto radicalmente, oppure – ha tagliato corto Vendola – bocciato”.

Maria Saporito