Lecce: arrestato latitante della Sacra Corona Unita

Arrestato Pasquale Briganti, uno dei capi della Scu – La latitanza di Pasquale Briganti, 43enne leccese, capo di un clan dell’associazione mafiosa salentina Sacra Corona Unita, è finita. Dopo circa cinque mesi di latitanza, infatti, Briganti, considerato uno storico rappresentante della Scu, è stato arrestato mentre, insieme ad altri parenti e alla figlia della convivente, si stava ‘beatamente’ godendo il mare di Capilungo, a Mancaversa, località balneare del comune di Taviano, in provincia di Lecce. L’uomo era ricercato dal 24 gennaio 2012 per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e per traffico di droga. Briganti, che era scappato all’arresto lo scorso 24 gennaio, in una retata da parte della polizia nell’operazione Cinemastore che portò all’arresto di 49 persone, era stato pedinato dagli uomini della polizia per lungo tempo.

Il clan di cui faceva parte Pasquale Briganti – Il gruppo criminale smantellato dalla Squadra mobile di Lecce nel gennaio scorso faceva capo non solo a Pasquale Briganti, ma anche ai fratelli Giuseppe e Roberto Nisi. Tutti e tre riuscirono a sfuggire agli arresti nell’operazione di sei mesi fa: Giuseppe Nisi, 52enne, si costituì poche ore dopo, Roberto Nisi, 60enne, venne fermato il 14 maggio scorso nella stazione Termini a Roma. Quest’oggi è stata la volta di Pasquale Briganti, fermato sulla spiaggia di Capilungo. L’uomo, come dimostra anche la sua cattura, ha vissuto la sua latitanza con una certa disinvoltura e senza ricorrere a particolari precauzioni per non essere scoperto. Gli investigatori della squadra mobile di Lecce ritengono che il gruppo capeggiato dai tre abbia controllato tra l’altro, l’attività del gioco d’azzardo, il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, la riscossione del denaro delle estorsioni e la gestione dei rituali delle nuove affiliazioni.

Maria Rosa Tamborrino