Maroni rifà il trucco alla Lega

Il neo segretario del Carroccio, Roberto Maroni, sembra intenzionato a voltare pagina per mettersi alla guida di un movimento che – dopo gli scandali – vuole ricompattarsi e ripartire con slancio. Nella sua prima conferenza stampa da leader in via Bellerio (nella storica sede della Lega), l’ex ministro dell’Interno ha illustrato alcune novità, a partire dai tre vicesegretari che lo affiancheranno nella direzione del partito.

Tre vice al fianco di Maroni – La Lega 2.0 ideata da Roberto Maroni inizia ad assumere contorni più netti: il neo segretario ha ieri annunciato la nomina di tre vicesegretari, la nascita di un ufficio politico e l’avvio di due consulte aperte anche ai non leghisti. Più precisamente, ad affiancare il nuovo leader padano saranno Federico Caner (consigliere regionale in Veneto), che si occuperà della formazione della nuova classe dirigente; Elena Maccanti (assessore nella giunta regionale del Piemonte), che curerà il coordinamento tra gli enti locali e il parlamentare Giacomo Stucchi, incaricato di coordinare l’ufficio politico federale.

Coordinamento comunicativo – Apparentemente più marginale, invece, il ruolo riservato all’ex triumviro, Roberto Calderoli, che avrà il compito di organizzare la nuova Lega sul territorio. Non basta: il neo segretario ha auspicato anche l’avvio di un nuovo organo di comunicazione del Carroccio, incardinato sull’integrazione del quotidiano La Padania, l’emittente radiofonica Radio Padana e Telepadia. Un vero e proprio network informativo, che verrà “ospitato” sul nuovo portale (ancora in fase di allestimento). “Dobbiamo essere maggiormente coordinati – ha spiegato Maroni in conferenza stampa – per dare un messaggio univoco ai nostri militanti che spesso si lasciano andare a dichiarazioni che possono creare confusione all’interno dello stesso movimento”. 

Primi al Nord – Quanto agli obiettivi prioritari da centrare: il nuovo leader del Carroccio ha ribadito l’intenzione di diventare il partito egemone del Nord, orientato a rispondere alle istanze del territorio. Da qui l’idea di dare vita a una sorta di macroregione (Lombardia, Piemonte, Veneto), capace di “dettare legge a Roma e a Bruxelles”. E sulle alleanze: “La questione è l’ultimo dei miei pensieri – ha tagliato corto Maroni – I nostri alleati si devono convincere che sono lì a governare le Regioni non per occupare posti di potere, ma per risolvere la questione settentrionale“.

Maria Saporito