Nuovi scavi alle Cappelle Medicee per svelare i segreti dell’ Elettrice Palatina

Partirà ad ottobre dell’anno in corso la campagna di scavi programmata presso le Cappelle Medicee a Firenze con lo scopo di riesumare le spoglie di Anna Maria Luisa, la cosiddetta Elettrice Palatina, dopo che nel 2009 essere disturbati durante il sonno eterno era toccato a Cosimo I, Eleonora e ad altri 19 esponenti della famiglia Medici.

«Non siamo profanatori di tombe, non abbiamo gusti splatter né siamo vittime di uno scientismo talmente esasperato da voler sapere cosa l’Elettrice Palatina mangiava per colazione: questo progetto nasce da un’esigenza di cure necessarie, soprattutto a seguito degli ingenti danni provocati dall’alluvione del ’66, e con l’auspicio che finalmente, d’ora in poi, il nome dell’Elettrice Palatina sia conosciuto e riconosciuto da tutti i fiorentini, e che tutti possano guardare quella statua bianca (sul retro della Basilica di San Lorenzo, ndr) con occhi diversi d’ora in poi» ha detto al “Corriere Fiorentino” la responsabile del progetto nonché docente di storia della medicina Donatella Lippi.

Anna Maria Luisa, o Ludovica dei Medici nacque a Firenze nel 1667 dal Granduca Cosimo III e dalla Margherita Luisa d’ Orléans, e nel 1691 diventò la seconda moglie di Giovanni Carlo Guglielmo I, Principe Elettore del Palatinato. Dal matrimonio non nacquero eredi ed alla morte del marito Anna Maria Luisa tornò a Firenze nel 1716, dove il padre Cosimo III stava disperatamente tentando di dare una successione alla casata facendo abbandonare la carica di cardinale al figlio Francesco Maria e obbligandolo al matrimonio con la giovanissima principessa Eleonora Luisa Gonzaga (gli altri due figli Ferdinando e Gian Gastone avevano avuto matrimoni sterili).

Cosimo III provò a passare il trono alla figlia ma le potenze europee si opposero e alla fine, dopo guerre e trattati, il Granducato di Toscana andò alla casata franco-austriaca degli Asburgo-Lorena. Nel 1737 alla morte del fratello Gian Gastone la principessa declinò l’offerta del rappresentante lorenese di divenire reggente del Granducato in nome di Francesco Stefano di Lorena, ma rimase a vivere a Palazzo Pitti dedicandosi alla sua passiopne per l’arte e per il collezionismo, stipulando con la nuova dinastia regnante il cossiddetto “Patto di Famiglia” che stabiliva che i Lorena non potessero trasportare «o levare fuori della Capitale e dello Stato del GranDucato … Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose… della successione del Serenissimo GranDuca, affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri.»

Si deve dunque in gran parte a questa donna il non smembramento delle importantissime collezioni granducali medicee, e di conseguenza la ricchezza artistica per la quale Firenze è tanto famosa nel mondo e l’affolamento di visitatori nelle sale dei musei fiorentini.

Gli obiettivi dell’esumazione che costerà 75 mila euro sono svariati:  la verifica dei danni causati dall’alluvione del ’66, il recupero e l’eventuale restauro del corredo funebre della principessa e l’ esame scientifico delle sue spoglie (tramite analisi antropologiche, della morfologia scheletrica, patologiche e paleonutrizionali).

L’ operazione è permessa da una convenzione stipulata 26 giugno scorso nel Salone Magliabechiano della Biblioteca degli Uffizi, di una convenzione tra Polo Museale, Rem Museen di Mannheim che, grazie alla sponsorizzazione della Mercedes, contribuisce in modo sostanzioso al progetto, Opificio delle Pietre Dure, Facoltà di Medicina e tutte le soprintendenze. Una collaborazione che porterà la storia e la cultura dei Medici in una nuova grande mostra proprio a Mannheim a febbraio 2013.

Alice Ughi