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Rientro in Italia dei pescherecci sequestrati in Libia

I tre pescherecci sequestrati 20 giorni fa, il 7 giugno scorso, dalle autorità marittime libiche perché accusati di aver violato le acque territoriali, sono stati rilasciati ieri su disposizione del Tribunale militare di Bengasi. Le compagnie armatrici sono state condannate al pagamento di una multa di 4mila dinari, la moneta libica.

Il rilascio dei tre pescherecci, il Boccia II, l’Antonino Sirrato e il Maestrale, è stato ottenuto grazie alla stretta collaborazione tra il Ministero degli Esteri italiano, l’ambasciatore a Tripoli ed il Console Generale a Bengasi e le autorità di Tripoli che hanno sempre avuto un atteggiamento costruttivo nella risoluzione della vicenda, permettendo di superare tutti gli ostacoli burocratici che avrebbero potuto ritardare il rilascio. Un ruolo fondamentale e’ stato svolto dal Presidente del Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo, Giovanni Tumbiolo, che ha mantenuto stretti contatti con gli interlocutori del settore della pesca, per cercare di appianare e risolvere ogni possibile malinteso con le autorità di Bengasi.

Questa mattina finalmente, i 19 marittimi tra i quali 7 di origini tunisine, sono tornati a Mazara del Vallo, dove sono stati accolti da parenti e amici, una folla di curiosi e dal vescovo. Tutti sono apparsi molto provati dal lungo periodo di prigionia e hanno riferito di essere stati ripetutamente maltrattati dai miliziani libici.

Marta Lock