Diesel cancerogeni, il Codacons: Sequestrateli tutti

Gli scarichi dei motori Diesel sono cancerogeni. Secondo uno studio dell’Oms, durato 24 anni, è ormai notizia certa. Su questa base, il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Milano, chiedendo di “accertare il pericolo che la libera disponibilità dei veicoli diesel possa aggravare o protrarre le conseguenze di cui in narrativa e,  quindi, voglia ordinare il sequestro preventivo ex artt. 321 c.p.p. di tutti i veicoli alimentati a diesel presenti sul territorio della città di Milano e provincia”. Nel 1988 l’Organizzazione Mondiale della Sanità giudicò i veicoli Diesel come “probabilmente cancerogeni”, inserendoli nel gruppo due.

A giugno, a fine studio, le sostanze emesse dai motori Diesel sono rientrate nel gruppo uno, che identifica le sostanze “certamente cancerogene”. E’ la  “prova inconfutabile del legame tra i gas di scarico dei motori diesel e la diffusione del cancro“, ha spiegato il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli e per questo si  “rende necessario un intervento straordinario da parte della Procura, a tutela della salute dei cittadini. Da qui la richiesta di sequestro dei veicoli diesel, dato che sono una fonte di morte certa”.

Già, ma sequestrare 580.000 veicoli destinati ad uso privato, più tutti quelli destinati ad un uso commerciale è un problema non da poco. Significa probabilmente lasciare decine se non centinaia di migliaia di persone a piedi, visto che magari hanno una macchina sola ed è Diesel; senza contare che, venissero davvero sequestrati i mezzi a gasolio, i proprietari subirebbero un danno economico non indifferente. E mica è colpa loro se l’auto che hanno comprato è Diesel. Il tutto tra l’altro, nel solo territorio di Milano. Provando a pensare cosa accadrebbe estendendo un provvedimento simile a tutta Italia, c’è n’è abbastanza per spaventarsi.

Eppure l’esposto del Codacons è tutt’altro che fuori luogo. Richiama infatti l’attenzione su un problema che è di tutti. Una volta che l’Oms  si è dichiarato, i provvedimenti a tutela della salute dei cittadini vanno presi.  L’intervento è però incredibilmente complesso se si pensa che anche ritirare i mezzi privati a favore di quelli pubblici cambierebbe certo  qualcosa, ma non più di tanto. Girerebbero meno auto Diesel e si ridurrebbe la concentrazione di sostanze certificate come cancerogene, ma, a dirla tutta, anche i mezzi pubblici vanno a gasolio, pur “bianco” e quindi meno inquinante. Magari il sequestro di tutti i veicoli ad alimentazione Diesel non avverrà, ma certamente porre il problema in modo forte e attraverso l’organo principe deputato alla tutela del cittadino, la magistratura, era una mossa che andava fatta.

A.S.