Pdl e Pd chiudono a Fini: No alla grande coalizione.

In un’intervista rilasciata ieri al Messaggero, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha prefigurato per il 2013 l’avvio di una “grande coalizione”, incardinata sulla coabitazione di tutte le forze che sostengono il governo tecnico. Una “ricetta” salutata con scarsissimo entusiasmo dai partiti, che si sono affrettati a chiudere la porta al leader di Fli.

Pd alternativo alla destra – “Il Pd sostiene con grande lealtà il governo Monti, che ha voluto, ma riteniamo questa fase emergenziale, destinata a concludersi con le elezioni politiche per le quali gli italiani saranno chiamati a scegliere tra proposte alternative”. E’ con questa svelta dichiarazione – rilasciata ieri all’Ansa – che la presidente del Pd, Rosy Bindi, ha dato il “benservito” alla proposta avanzata da Gianfranco Fini. “Il Pd è e resta alternativo alla destra“, ha rimarcato la democratica.

Pdl: Ipotesi lunare – Più o meno quanto detto da Fabrizio Cicchitto, che è arrivato a definire “lunare” l’ipotesi ventilata da Fini. Pd e Pdl restano alternativi sul piano programmatico e ideologico – ha notato il capogruppo del Pdl alla Camera – e in Italia non esiste un retroterra di valori comuni”. “Il governo Monti è un’anomaliaha aggiunto – come del tutto anomalo è stato il modo in cui è stato messo in crisi il governo Berlusconi, cioè non con le procedure democratiche normali, ma sull’allarme mercati e il rischio default”.

L’affondo della Lega – A infoltire la schiera di coloro che considerano impraticabile la soluzione indicata dal presidente della Camera, anche il leghista Giampaolo Dozzo: “Credo che il presidente Fini abbia smarrito definitivamente la sua strada politica – ha affondato – Vista l’accoglienza negativa che ha ricevuto, dai suoi attuali alleati, la proposta di ripresentare alle prossime elezioni la stessa coalizione che oggi sorregge Monti, non credo che tale ipotesi andrà  in porto. Ma se dovesse andare a buon fine – ha aggiunto il capogruppo del Carroccio a Montecitorio – sarebbe una gran bella notizia per noi perché chiarirebbe, una volta per tutte, chi sta dalla parte della democrazia e chi dalla parte della tecnocrazia“.

Maria Saporito