Strage di Brindisi: distrutti i reperti dell’attentato nell’incendio al laboratorio della polizia scientifica

Incendio ai laboratori della polizia scientifica – La notizia è trapelata ad una settimana dal fatto accaduto: lunedì 2 luglio, infatti, un’esplosione ha bruciato il laboratorio della Polizia scientifica all’interno della direzione centrale della polizia a Roma. L’incendio, verificatosi in piena notte nel complesso sulla Tuscolana nella Capitale, non ha riportato fortunatamente nessuna vittima, e risulta essere il risultato del clima torrido che in questi giorni, a causa dell’anticiclone africano Caronte, ha interessato tutta l’area della penisola italiana, in particolar modo la Capitale.

Sono andati perduti importanti reperti di alcuni casi di cronaca – Sembrerebbe che nell’incendio dell’edificio, ubicato sulla Tuscolana, in un’area verde ai limiti della città, abbia provocato la distruzione di diversi reperti che si trovavano nel laboratorio in attesa che venissero analizzati. I reperti, inoltre, appartenevano a casi di cronaca nera molto importante e forse è proprio per questo motivo, abbastanza imbarazzante, che le guardie che si sono occupate dell’accaduto hanno cercato di mantenere la notizia segreta.  Tra gli importanti reperti andati perduti durante l’incendio ci sono anche quelli dell’attentato di Brindisi, avvenuto il 19 maggio scorso nel capoluogo brindisino, davanti alla scuola media superiore Morvillo Falcone, dove perse la vita la giovane Melissa Bassi, 16enne originaria di Mesagne, una cittadina in provincia di Brindisi.

Reperti dell’attentato di Brindisi – Da quanto si apprende dalle informazioni trapelate dopo alcuni giorni dall’accaduto, quello che è andato completamente distrutto era un reperto legato alla vicenda di Giovanni Vantaggiato, responsabile dell’attentato di Brindisi, che comunque era stato già analizzato nei giorni scorsi per cui il suo valore non potrebbe in alcun modo pregiudicare il lavoro investigativo.

Maria Rosa Tamborrino